Un deserto senza eco?

“Pensieri di bolina”
di
Alessandro Novelli
illustrazione di Tiziano Farinacci

Di bolina, risalendo il vento, come risalire il senso, borderline tra l’incedere e il fermarsi… come una donna davanti al suo amato/odiato specchio.

Scarrellate il trasto della randa se il discorso non quadra, se l’inclinazione inquieta.
Punti di vista.
Sono tanti anni oramai che è iniziata la nostra esplorazione spaziale, finalizzata al miglioramento delle nostre conoscenze, ricadute tecnologiche…
La scienza evolve e cerca di rispondere, evolvendo, in maniera logica e costruttiva, alle stesse domande che probabilmente si è poste il primo uomo pensante sulla terra:
Chi siamo?
Da dove veniamo?
Siamo soli nell’universo?
Domande legittime, oserei dire intelligenti.
Bistrattata, insultata, snobbata, da quella parte di fuffa che nonostante l’iPhone in tasca millanta apertura mentale abiurando il progresso.
A ben vedere, la stessa apertura di un lavandino tappato da un grumo di peli pubici (L’immagine è terribile… “Ma una metafora come si fa? Mi viene una poesia o la verità”).
Una parte dell’umanità ha scelto di rispondere a certe domande, da secoli, mentre altra rema contro.
Ha scelto da sempre, tramandandosi il bug, la via breve dell’illusione, della chiacchiera, dell’accontentarsi delle “toppe” magico-religiose… tappando il “progresso” come fosse una camera d’aria bucata.
Anche in quelle posizioni, tuttavia, c’è un senso, un certo pragmatismo.
La vita è troppo breve per stare ad aspettare, meglio viverla in qualche illusione.
Anche per il più longevo di noi il quadro non sarà mai completo, esaustivo.
Con un certo egoismo e detta pane e mortadella, sarebbe forse meglio spendere a mignotte (e gigolò/duecuorieunacapannabastachecisianoletende, per par condicio) il budget per le esplorazioni spaziali, al netto del fagocitare politico-sociale? Oppure risolvendo la fame e la sete nel mondo, un esempio stereotipato, tanto per capirsi?
Tutta questione di staffetta generazionale…
Nel tiro alla fune ci sono due squadre, è congenito, endemico, propedeutico.
I sognatori, nella declinazione ora folkloristica, ora fregnacciara pura, ora come nobile desiderio d’altro, d’eterico e d’altro… e quelli che fattivamente, da anni, piuttosto che ripetere facili mantra stereotipati, mettono in campo sacrifici, risorse, la vita stessa, anche rispettando la curva di utilità del burocrate o il budget… non mi sorprendono certi sensazionalismi ufficiali Nasa.
Per mercatini mi è capitato in mano un Almannacco 1965 (“Storia dell’anno”, Ottobre ’65- Novembre ’66):

15 dicembre 1965… “Pieno successo dell’appuntamento nello spazio… Il Gemini 6 pilotato da Schirra e Stafford ha raggiunto nello spazio il Gemini 7 di Borman e Lovell… hanno potuto vedere distintamente dai satelliti i volti con la barba lunga dei loro colleghi, già in orbita da undici giorni…”

4Febbraio 1966… “Esattamente 30 secondi dopo le 19:45 (ora italiana) il Lunik 9 si è posato sulla superficie della Luna senza fracassarsi… “In linea di massima il paesaggio assomiglia a quello di un deserto roccioso, ma non proprio come lo passiamo concepire noi sulla terra… vi sono molti crateri grandi, enormi, piccoli e piccolissimi…” (Il prof. Lovell commenta le prime telefoto)

6 Giugno 1966… Cernan, il secondo pilota del Gemini 9, è rimasto per due ore e cinque minuti in volo libero fuori dal satellite, compiendo oltre un intero giro attorno alla terra… ha battuto il primato di volo spaziale libero (precedente di White, Gemini 4, di 21 minuti)… mentre Cernan stava passeggiando nello spazio dal portello aperto è entrata nella cabina una grande quantità di polvere…

20 Luglio… “…aggancio tra tra Gemini 10, con Young e Collins, e Agena 10, toccando l’altezza record di 754 chilometri, 250 chilometri in più del record sovietico…”

13 Settembre 1966 Gordon (Gemini 11) ultimata la manovra del cavo (dopo 40 minuti di passeggiata spaziale) ha cominciato a dire che si sentiva molto stanco, che sudava, che la tuta era diventata un forno e che il trasparente del casco cominciava ad appannarsi…” Stessa cosa accadde a Cernan e Collins, Gemini 9 e 10.

Nel corso del 1966 arrivarono i primi studi clinici su Conrad e Cooper:
Pronunciata decalcificazione, disorientamento… errore di 32 gradi nella valutazione dell’orizzonte… possibilità di lavoro moderato in orbita senza conseguenze gravi.
Penso ai contattisti che viaggiano con disinvoltura per pianeti e pianetucoli:
Ce li manderei davvero, propulsi da gentil pedata nelle terga!
Quante palpitazioni, quante emozioni nel leggere quelle notizie, non solo spaziali, scoperte in tutti i settori, scoperte sensazionali, che oggi diamo per scontate.
La fuffa posò le prime pietre, per poi oggi imperversare (La fuffa allora era l’ironica notizia di avvistamento di un piatto volante riportata sul giornale).
Se un fotoamatore fotografava qualcosa di strano sulla Luna si rivolgeva agli esperti, che davano razionali e veritiere spiegazioni. La fuffa non ci stette, decise di organizzarsi, sfruttando giovani speranzosi e in buona fede.
Captò le notizie da servetta ma anche quelle più serie ed uno o più burattinai videro l’opportunità di crearne un mestiere ed effimero prestigio. In mancanza di prove a sostegno dell’ipotesi esotica degli avvistamenti (alieni) spinsero sull’acceleratore iniziando a disinformare, a sMagallare, a Cufomare, Cuneare e Segnidalcielare.
L’ufologia moderna è erroneamente considerata quella dalla narrazione/avvistamento di Arnold in poi… quella è ben presto finita, si è sciolta in seria ricerca di cosa l’uomo vede/crede di vedere in cielo e in fuffologia applicata/pensione integrativa con delega al complottiamo mondial/condominiale.
Una parte di seguaci nazional-popolari, indipendentemente da reddito e classe sociale, ha scelto di seguire quel filone di fantascienza non letteraria, che ha sparato balle spaziali, come fossero notizie dalla casa reale inglese, puttanate da sciacquetta.
Il sincretismo della marsmania ottocentesca con il ciarlatanesimo New age (che ormai puzza di naftalina come il cappotto di mia nonna), ha fatto sognare creature e mondi immaginifici sulla Luna, su Marte, su Venere, complice il giornalismo d’assalto, migliore di quello odierno solo perché almeno scriveva correttamente, ed era considerato per quello che era, da notiziola estiva, non certo fonte del diritto ufuffologico, come negli ultimi anni…
Un via vai di piatti volanti ossia “ordigni” e “macchine” volanti, giornaliera interazione con l’universo. Erano altri tempi, sembrava tutto così a portata di mano, e lo sviluppo sembrava bruciare più tappe di quante non ne potessimo capire… mitici hoax, baggianate che hanno arricchito contattisti, chi di fama e chi di fame/accattonaggio.
Gli/ci ha detto male.
Poteva essere più facile, invece di continuare a scoprire un universo di realtà algide, inospitali, silenti e noiose, avremmo risolto tutto con una bella città sulla Luna ove Amstrong avrebbe barattato emozioni con tecnologia, acquisito raccomandazioni per socializzare con i Marziani e scorrazzato, in ferie, su supercar venusiane con autoradio, come affermava qualche buffone patentato e prezzolato, o semplicemente disagiato.
Le sciocchezze odierne sparate dalla Tonini, una dei tanti, con esaurita fantasia (visti gli illustri fuffari che l’hanno preceduta) e l’andazzo dell’esplorazione spaziale, suonano davvero come una presa per i fondelli (mi dicono che culo non si possa dire).
Milioni, miliardi di pianeti lontani milioni di anni luce che forse hanno ospitato vita, l’ospiteranno, l’ospitano.
Tutto bello, vero e probabilistico… è sempre più evidente che eventuali civiltà nascono e si estinguono, relativamente ai tempi dell’universo, in un battito di ciglia.
Il progresso non è esponenziale, langue per poi sussultare e neanche è lineare (lo sono gli studi)… magari ci estingueremo prima di raggiungere la soluzione… vent’anni per andare sulla Luna… un secolo per Marte? Chi potrà mai dirlo? Ho letto tanto, capito forse poco e scordato molto… è sempre e comunque “altro” a scaldarmi il cuore…
Tolta l’annosa spazzatura, che sbarca il lunario (giusto a rimanere in tema) con quattro spiccioli spillati ai creduloni, credo che l’uomo, nel frattempo, abbia nuove, ulteriori, domande da porsi.
Possiamo continuare a porci davanti al futuro con mentalità anni cinquanta, magari nati nel ’70? Affermazione audace, lo ammetto…
Ma il problema che dobbiamo porci è davvero quello di come reagiremmo nell’incontro di altre civiltà, come da chiacchiere e scrotocolli ridicoli, da scolaretti mai cresciuti, di contatto, o quello di come reagiremmo se scoprissimo di essere soli, realisticamente, non solo in terra (va bene, questa è un’altra storia) ma anche nell’universo?
Mi inquieta, nelle esplorazioni, più questo aspetto, fattuale, che il resto.
Una buona e concreta occasione per abbandonare il “ bla bla bla” dei pacifisti, degli ambientalisti e degli animalisti, ad esempio, e scegliere di essere pacifici, rispettosi dell’ambiente e degli animali, umanizzati e non… con buonsenso, con prospettiva di continuità, come un’efficiente azienda… dall’economia alla qualità della vita su base economica… ma davvero… non in modo politico-elettorale o magico-religioso.
Le nuove, utili, scoperte spaziali, ci ricordano anche che dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi che nessuno di noi vedrà mai nulla nello spazio che un deserto senza eco, altro che puttanate dei contattisti, minacce e intimidazioni del Cynar Setun vattelapijandersecchio di turno che ormai è credibile come Pinocchio pagato per mentire.
Piuttosto stringiamoci a coorte, a ragion, fino a prova contraria, veduta.
Quella manica di gazzari che vanno al cinema, non per limonare, come un tempo, ma per prender spunto per diseducare migliaia di persone con le loro credenze/speranze, fondate sul visus limitato di chi millanta di guardare così oltre. Cialtroni, più o meno consapevoli, che hanno trovato il loro piccolo utile spazio (per loro), come cantastorie mistico-religiosi su sagrati medievali o deliranti venditori nel polveroso West. Millantano scientificità e alimentano sette, supercazzolano su motori a curvatura, piegano fogli A4 e con sorriso ebete pensano di aver detto qualcosa di sensato… brematurano soluzioni alternative ma rigorosamente al di là del nostro personale venire, come fossero cartomanti… sciamani imborghesiti ma altrettanto gazzari.
Si battono per l’esistenza di Babbo Natale, pessimo personaggio immaginario dal colesterolo imbizzarrito, con la fallacia che un giorno potremmo arrivare a slitte elettromagnetiche con tanto di (in)utili renne svolazzanti su estinti comignoli a regalar pinocchi in carbonio. Anche fosse, Babbo Natale non esisterà comunque, la cosa non è da poco.
La realtà è che dobbiamo prepararci, piuttosto, allo scrotocollo di solitudine.
Inutile supporre in modo parascientifico, magico, quello che non c’è… per noi, nell’ottica delle nostre vite… o del quale possiamo aver notizia in differita di qualche migliaio di anni (messaggi radio da pianeti distanti milioni di anni luce, ad esempio). Dobbiamo accettare il concetto di staffetta generazionale del progresso e della conoscenza.
Cari fuffari, fate un salto di qualità, l’uomo ha bisogno di sognare… il sogno salva e sfolla, alla bisogna. Coscienti che la bella valvola di “sfogo” è anche la leva preferita del burattinaio, soldi e sogni tirano più di una pleiadiana “virtuosa”.
Impegnatevi di più, fateci saltare dalla sedia come il più “sadico” dei poeti, rinnovatevi, ormai astragan e naftalina sono poco evocativi al naso del percipiente/subiente moderno.
Basta con miserabili, risibili, sciocchezze.
Basta a fare gli accattoni, gli sfruttatori di personalità deboli, di problematici e di debolezze in sani. Siate “artistici”!
C’è bisogno anche di voi… siamo soli!
Un po’ di poesia, per favore, di classe e soprattutto di dignità…
I sogni sono nobile cosa per bruciarli nelle vostre baggianate… sperare e sognare sono, in fondo, una cosa seria.
Rispettabile, letteraria fantascienza… oppure trovatevi un lavoro… che dignità vi colga, pieni, in fronte! Adoro girare il coltello in quello che ci ostiniamo a minimizzare… la piaga.
Ognuno di noi, dallo scienziato al cialtrone, bene che gli vada, ha il piede in due staffe, checché ne pensi, creda o si illuda.
“Ci vuole quello che io non ho, ci vuole il pelo sullo stomaco…”.
Da Magonia a Testaccio, siamo in un perenne equilibrio instabile, tra la noia e il senso di colpa e il non aver manco il tempo di bestemmiare, tra il nebuloso concetto di amore e il cristallino odio, tra il vivere e il sopravvivere.
Indipendentemente dall’aspettativa di vita, con ciondolo all’aria nella foresta pluviale o in via Montenapoleone fasciati di stracci firmati, la prima “livella”, a voler guardare, forse, oggi, è l’universo, ancor prima della morte…
E se ti vedo triste mi crolla Plutone addosso… brrrr… brancaplutone… per inciso.
Tante volte al cospetto del firmamento mi sono sentito romantico, pieno d’immenso.
Stereotipi campati, giustappunto, in aria. Bisogna che ricordi anche tutte le volte che mi sono sentito semplicemente uno stronzo.
Anche una semplice partita a scopa, dunque, ha un senso se le carte sono tutte e non truccate…
A pensare di bolina vale il vecchio detto:
«Due volte il percorso,tre volte il tempo,quattro volte la rogna»
Ma chi me lo fa fare?
Mi butto in un gruppo New Age channelizzato dall’aglieno pace, amore e lattuga biologica… magari, sovente, ci scappa pure l’ammucchiata… chissà sotto quell’aura quale bella condizione chiappofila alberga, scusa l’ardire, ma lo famo grippa’ ‘sto chakra der kundalini?
Daje che col chakra che gira a tutta callara decolli come ‘n’Agusta di Abydos!
Ma domani vado al mare! Uomo di sani principi…
“La mi scusi, per la spiaggia dei nudisti?”.
Tanto… “Avrete un avvenire certo in questo mondo qua, però la dignità… dove l’avete persa?”.
Tutti astronomi alla Sorrenti, siamo figli delle stelle e via… “ho detto tutto!”.
Caro pseudo-profondo, schiavo del luogo comune e del santone di turno, non hai detto proprio un cazzo, lasciatelo dire!
Ecco, volevo dirvi questo.
Nonostante tutto, con un po’ di allegrezza, che se non la prendi al volo, non la spremi “come fosse un’arancia”, poi ti penti… poi ci rimetti.
Cristoforetti e i suoi predecessori e colleghi (eroe sovranazionali) e tutti gli scienziati stanno continuando a fare passi avanti nella conoscenza, nel rispondere alle domande mentre i guru cialtrocazzari, sala comunale, microfono e acqua minerale, continuano solamente a tirarti lo stesso legnetto… e tu continui a riportarlo, infaticabile!


(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Ripubblicato nel Aprile 2016 sul n° 05 della rivista “Polvere di stelle”:
https://drive.google.com/folderview?id=0B2uHW1XmLLNkcVdTN1c4bS1HZjQ&usp=sharing

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