Tarallucci e Ceci? Riflessioni sul convegno Cufom

di Alessandro Novelli

Reduce dal convegno C.UFO.M, Pomezia Settembre 2015, si impongono, si rinfacciano, macerano per fermentare e ribollire, alcune riflessioni. La nota fermentazione tumultuosa… alla fine finirà in vino o che è tutto da buttare, dipende dall’enologo, un tempo il contadino.

L’allegra delegazione sannita è arrivata sulle ali della “Misericordia” (come da copertina), Pio- mobile donata dal comune di Pietrelcina. La cosa, lo ammetto, mi ha commosso e suggestionato, ho sentito profumo di rosa e di frizione, con aura di particolato.
Nonostante l’agitazione dell’organizzatrice, che anche al microfono ha ricordato che l’errata indicazione del bisogno di prenotazione da parte di chi ha riportato il “comunicato stampa” ha provocato, evidentemente, un afflusso minore di quello sperato, il successo di pubblico è innegabile.
Circa un centinaio di persone, partendo dal presupposto che anche una persona oltre gli organizzatori, gli ospiti e relativi codazzi, è un successo.
Non dimentichiamo che i relatori non apportano conoscenze aggiuntive oltre quello che già circola da anni in ambiente ufologico bensì un riciclo acritico della sottocultura ufologica.
Un veloce giro sul web, captano le fesserie più gettonate e le ripropongono.
Ecco il motivo dell’allegrezza, si ritrovano cento persone “davanti” a fatica zero…
Ingresso libero, in questo sono onesti, in questo è giusto spezzare un manico di scopa in loro favore, in luogo di chi fa pagare le baggianate reperibili gratuitamente in osterie, trattorie e blog di automi che da anni ripetono gli stessi mantra.
Per onestà intellettuale, aggiungo che, tuttavia, tante misinterpretazioni circa Marte sono farina del piccalughiano sacco, formato cd “condominiale”, 110 litri di audaci rivelazioni.
Comunicazioni di rito, da parte della bella e affascinante organizzatrice (non molto interessata al convegno, era solo lavoro, giustamente) circa il pranzo, con duplice scelta convenzionata:
Panino, acqua e caffè a 5 Euro o primo con contorno a 10 Euro.
Nonostante il prezzo popolare, e gli ottimi panini (opzione da me scelta), c’è chi ha preferito portarsi il fagotto da casa e consumarlo clandestinamente nel parcheggio… magari è pure entrato a chiedere l’acqua del rubinetto e a liberarsi in bagno…
Concordo sull’ottimo servizio dell’albergo e sulla cordialità del personale.
Purtroppo, alcune cd signore, hanno immediatamente fatto abbassare l’aria condizionata, con tipica piazzata condita da luoghi comuni tipo “Me pija de tajo proprio qua sur collo!”, “Non è tanto l’aria ma è che so’ sudata!”, “Che stamo ar polo nord coi pinguini?” (sic).
La sala si è presto saturata e sono dovuto uscire spesso a ricrearmi (ho saltato molte esternazioni a vento di Fratini).
A grande richiesta, nel pomeriggio, il personale ha creato un gioco di correnti con le finestre e ri-alzato i condizionatori ri-stabilendo la vivibilità.
Nota di colore, nulla c’entra con il convegno, capita anche in treno… c’ho caldo, c’ho freddo etc.
Già il viaggio è della speranza (di arrivare), ci si mettono pure loro… i cd, immancabili, cacacavoli.
Piccaluga ha “spaccato”, mandando subito a buca (con le mani) la misinterpretazione di elaborazioni digitali, pareidolie, oggettivi voli pindarici, come chissà quali evidenze di una antica civiltà su Marte. Gli Annunaki prezzemolini, sulla scorta/scoria delle baggianate d’oro dello studioso paracul-amatoriale Sitchin.
Il noto sigillo in cui si evidenzierebbe un sistema solare comprendente Nibiru, il pianeta Per (X), cantato puerilmente dal pelide/pelado Fradini. Ore ed ore, anni ed anni di congetture su di un sigillo in cui si millanta un sole ed un sistema solare in luogo di una stella ed una costellazione… facciamo che sia una stella, facciamo che Sitchin interpreti (ma non ne aveva competenze) tutto il sigillo e decade tutto, fiumi di parole diventano un’operetta da quattro soldi, cala il sipario e tutti a casa scontenti.
Il Presidente, dr. Carannante, a seguire, con le evidenze, per lui, che secernono dall’archeologia proibita… proibita per chi? Dove? Come? Quando?
Ce ne siamo occupati in occasione del convegno di Sutri, sorvolo.
Poi ancora Piccaluga, con il seguito del repertorio marziano a suon di vanga, tra ulivi, il mare e le masserie marziane, palle di trullo a mezz’aria ed altre amenità.
Nello spazio per le domande ho chiesto a dr. Carannante perché continuasse a proporre casi, sostanzialmente spiegati, senza offrire al pubblico la spiegazione, in modo che ognuno possa crearsi una propria opinione (cd corretta informazione).
Ha risposto che ognuno può andare su Google ed approfondire e che gli argomenti sono opinabili.
Ho ribadito che, ad esempio, le pietre di Ica sono falsi conclamati, non ha senso riproporle, non sono “opinabili”.
Ha risposto con un lungo panegirico, sfociato su scetticismo e fazioni ufologiche.
Applauso alla non risposta da una parte della sala.
Alcune persone mi hanno avvicinato durante la pausa, sconcertati dalla non risposta alla mia legittima domanda… ho spiegato loro che rispondere, ad evidenti mancanze/occultamento della realtà (cd disinformazione), pregiudicherebbe il loro castello di carte e che già avevo posto tali osservazioni in forma privata al convegno di Sutri e dunque avevo dato tempo all’oratore di sanare evidenti abbagli… ma persevera, ognuno ne tragga le ovvie conclusioni.
Arriva la bella e affascinante Jenny Bosco, con il riassuntino dei casi di abductions, un preambolo superficiale, per forza di cose.
Il lavoro di “quattro” copia-incolla on line.
Pausa.

Nel frattempo nella hall dell’albergo già circolava Zanfretta, come una star, tra foto, interviste etc.
Si riprende con lui, padroneggia da subito con microfono e sala.
Simpatico, complice l’accento, una sorta di Grillo.
Un cabarettista, il miglior oratore della giornata, conscio, io, che ciò che avvenne nel lontano ’78 è tutt’altro… a prescindere.
Rivendica il suo non averci guadagnato e il far beneficenza, a differenza di Trevis Walton, che si è arricchito, mentendo su alcuni aspetti della sua esperienza.
Rivela che presto “loro” appariranno in Tv e parleranno al mondo:


Niente di nuovo, anzi un po’ stantio, visto che sarebbe più efficace, oggi, un Twitt.
Evito domande, benché ne avessi preparate alcune su ufologi ed ufologia… ho desistito, tempo al tempo.
Comunque, impressione personale, ho visto un uomo sereno, allegro, che ha saputo metabolizzare la drammatica esperienza, ripagando pubblico e ufologi con quello che meritano, ossia… Archiviato Zanfretta arriva un Fratini dimesso, conscio che lo scettro della fuffa gli sta sfuggendo di mano.
Impegnato fuori la sala in interessante conversazione con un socio Cufom, in disaccordo con la politica di postare ogni sciocchezza, purché se ne parli, ho perso molto del suo intervento.
Ha comunque trattato delle nubi lenticolari a forma di ufo, o di ufo a forma di nubi, con sfere annesse e dell’avvistamento del Porto Rico, ancora in fase di indagine, ma da lui millantato come chiuso, anche da parte di scienziati e militari come autentico Ovni (nella loro accezione un’astronave aliena).
Ho sentito delle battute sul Cicap, circa presunte spiegazioni con uccelli… ha dichiarato che si tratta dell’uccello che al Cicap non hanno, cose del genere.
Andando via ha benedetto la sala “tranne il Cicap”.
Patetico, roba da osteria.
Incontrato nella hall gli ho chiesto l’analisi che smentiva i “Palloncini della Garbatella”, eseguita all’università e da lui millantata in altro convegno… ha glissato… alla Garbatella “c’è bona la mortadella”… un vero ricercatore, come dice Carannante.
Poi è stata la volta del grande esperto di astronomia, il socio Ferrara.
Simpatico, ma davvero superficiale.
Ha insistito molto sul messaggio alieno famoso come “WOW!”.
Il problema, oltre a darlo per alieno, ignorando le spiegazioni plausibili fornite da anni, è stato l’imbarazzante pronuncia “VOV” con annessa traduzione in “adesso”.
La sala è rimasta piuttosto basita.
Arrivano le domande, intervengono alcune persone con leggende deliranti, in un attimo è stato il delirio, dai nazisti al deserto del Gobi groviera… il relatore ha tamponato per assonanza ossia con tutt’altro.
Si parla di buchi nel deserto, risponde con Agarta, passando per l’Arca dell’alleanza sull’Ararat… attimi di delirio… la sala in pochi minuti ha bruciato secoli di libri… ho rivissuto la tragedia della biblioteca di Alessandria… da qui la mia simpatia.
Ho fatto notare l’errata traduzione dell’esclamazione “WOW” ma temo non abbia capito, ha risposto tutt’altro, perpetrando l’errore… ho desistito.
E’ intervenuto un ragazzo dichiarando di lavorare con le agenzie spaziali, contestandogli la copertura termica spacciata come astronave (caso caro ai fuffari) e i messaggi radio nascenti dallo scaldar ciambelle al microonde degli addetti ai radiotelescopi.
Ha dichiarato che nulla di misterioso si vede entrare in atmosfera, bensì si vedono cose uscire… comunque Carannante non ha colto l’apertura ed ha sostanzialmente contestato l’intervento.
E’ l’ora di Ceci, un noto trombato dalla ricerca ufologica causa clamorosi falsi da lui, in buona fede (credo), proposti e sponsorizzati. Ora contesta gli ufologi e si dedica a contattismo e spiritualità da bancarella.
Davvero un pessimo intervento.
Riabilitazione totale dei contattisti, fino all’esaltazione del caso fuffatruffa “Amicizia”.
Finto perbenismo e pacifismo d’annata (No nucleare, pace e amore) senza nessun giudizio critico.
La sala non è stata minimamente messa al corrente dei reali motivi per i quali l’ufologia seria non crede nei “suoi” contattisti ossia perché si sono dimostrati cialtroni, ciarlatani e falsari, con prove. Insidioso, un disinformatore coi fiocchi.
Stucchevole il ritenere la sala “eletta” in quanto ha voglia e possibilità di accedere a taluni concetti… a differenza dell’uomo della strada!
Le buone decisioni, le buone opinioni, necessitano di buone informazioni.
Se chi si erge a relatore ed informatore cela informazioni, in quanto minanti le sue credenze ed i suoi amici immaginari, è contro la libertà.
La libertà di credere sì, in ciò che si preferisce, ma avendo tutti gli elementi per decidere… la questione non è da poco, la libertà non è cosa da poco.
Più in generale, persone che per dissonanza cognitiva o patologia, piuttosto che risolvere il loro bug esistenziale e sociale preferiscono esportarlo, tirar dentro il prossimo nel loro medioevo della ragione e nel loro disagio.
Ho atteso il momento delle domande, per contestare le gravi fallacie dei suoi discorsi da saputello… è finita a tarallucci e Ceci… niente domande, avevano sforato.
Carannante ha proposto i casi peggiori del Cufom in un video musicale, sublime il mormorio in sala al passaggio dell’imperioso “Cazzufom”…
Sì è chiuso con la chiamata sul “palco” di Pietro Ponzo, che pare abbia avvistato e fotografato gli immancabili “oggetti” sorvolanti il convegno.
Hanno ribadito, con avallo di Ceci, che era successo anche alla Garbatella ma ho fatto notare che quelli erano palloncini, Ceci ha risposto acidulo:
Ma quali palloncini!”
Ho ribadito: “Si vedeva il filo!
Ha abbassato la testa senza replicare, ho sentito risate di qualche astante.
Avevo una macchina fotografica con ottiche di qualità, ho visto Ponzo sempre fuori a scrutare il cielo, ho fotografato, ho verificato il vento, la perturbazione in arrivo (arrivata durante l’intervento di Zanfretta), ho fotografato il cielo prima e dopo.
La lezione gli è servita, niente annunci durante “il passaggio” (per ovvi motivi) ed analisi (sembrerebbe) prima di divulgare l’avvistamento… bravi, prima di sparare sciocchezze pensateci su, stavolta c’ero.
Saluto Carannante, comunque molto cordiale, e mi avvio a casa, tra risate e amarezza.
Aspettavo con gioia il ridicolo caso “Ufo ciambella” di Napoli, ovvero Venere sfocato con obiettivo a specchi. Peccato,conosco bene il caso e avrei contestato sostanzialmente tutto.
Cos’altro dire?
L’ufologia dei Fratini, dei New age-ufologi dalle sfere di luce, dei contattisti e degli sfinteri magici (per gli anglofoni Stargates) varcati dallo Zanfretta di turno, si riduce ad una serie di insidiose fallacie, al millantare favole come dati certi.
La “stratificazione”, la “mitizzazione”, l’”acclimatamento”, sono di tale portata che contrastarli è, tecnicamente, socialmente e psicologicamente, come essere chiamati, apparentemente, a produrre una “Probatio diabolica”.
Gli elementi persuasivi di massa sono a loro favore, ecco alcuni esempi:

  • Media, affamati di fumo indipendentemente dall’arrosto.
  • Vulgata ormai consolidata che vede lo “scettico” come negazionista attribuendo a scienza e scienziati parole, atteggiamenti e “filosofia” assolutamente falsi (in merito un’ottima “bussola” è questa).
  • Miti oramai consolidati, seducenti poltiglioni di pseudo-profondità, dottrine facilone New Age, luoghi comuni spacciati per “dottrina”. Per dimostrare qualsiasi “nonsense” è sufficiente condire con “energia”, “vibrazioni”… e che ovviamente la scienza non sa tutto ma ci arriverà, anche Galileo…, con jolly Giordano Bruno e il Vaticano.
  • Bisogno umano di credere, agevolato dalla facilità (prêt-à-porter) del credere piuttosto che spendere anni a capire. Il capire è il giorno dopo la festa, per alcuni, non per tutti è il piacevole viaggio verso la conoscenza.
  • Dietro la legittimità e la possibile profondità e spiritualità del credere si cela, spesso, semplice analfabetismo funzionale. Acquistano credenze come acquistavano derivati e bond… senza sapere neanche cosa fossero.
    I “fuffari” possono dunque contare su una schiera di persone che mettono “mi piace”, commentano e condividono (Facebook) senza sapere, o capire, di cosa si parli.
  • Tendenza umana al complottismo ossia ricondurre qualsiasi evento ad un agente, nella moda attuale imprecisato ed occulto (anche se rimango perplesso nel sentire ventenni che attribuiscono ancora il male assoluto ed ogni complotto a Moggi ed Andreotti).
  • Alta gravità di attrazione dei “Buchi neri intellettuali”, gorghi insidiosi, nei quali possiamo cadere tutti, indipendentemente da cultura, classe sociale o reddito (Un’ ottima disanima in “Credere alle cazzate” di Stephen Law).

L’antipatia per i falsi, per la non spiegazione corretta dei casi ufologici, evitare il negazionismo (negazionisti degli IFO, con la solida argomentazione del “va bene, allora sono tutti spiegabili, non è possibile!”) dovrebbero animare il “credente” come lo scettico.
Se domani atterrasse un’ astronave aliena o scoprissimo un pianeta brulicante di personcine a modo evolute spiritualmente, nessun cialtrone potrebbe dire “avevo ragione”, in quanto continua ad avere e avrà torto per l’eternità.
I suoi palloncini rimarrebbero palloncini, i suoi uccelli e insetti sfocati rimarrebbero “blurfo”, le sue analisi sbagliate rimarrebbero sbagliate…
Fuffaro, ormai sei grande, sappilo: “Cenere eri, cenere sei e cenere rimarrai” (Visione di Ezechiele lupo, Disney, da traduzione interprepuzia di Mauro Sborglino).
Continuerebbero ad avere voce in capitolo gli scienziati che non hanno mai escluso la possibilità della vita ET, anzi la cercano.
Il Vaticano direbbe no problem, “Avevamo detto che potevano esserci e sono figli della creazione come noi”, e così via…
I fessi che hanno “venerato” le lanterne cinesi e i lens flares rimarreste sempre voi… e i protocolli di contatto, da insani di mente, la barzelletta in voga nei bar della civiltà scoperta.
Sono provocazioni, lo ammetto… ma poi così assurde?
Tutto inutile?
Indubbiamente la lotta all’analfabetismo funzionale, alle fabbriche di bufale e alle altre “trappole” che di fatto minano lo sviluppo sociale e la competitività intellettuale di un paese non è compito di un appassionato di ufologia. Il libero pensiero, dunque il pensiero critico, dovrebbe essere piuttosto un tema didattico nelle scuole.
Assolutamente meritoria l’attività divulgativa del Cicap, anche in questo senso (alla faccia di Fratini). Tuttavia, qualcosa possiamo fare…
Non è da escludersi che obiettando in sala e sui social, con altrettanta apertura e cordialità dimostrata da Carannante, non si metta in moto l’utilizzo del cervello, di sala ed oratori, e con serendipità si giunga ad una visuale, un angolo di campo, ragionevole e costruttivo in logo del pensiero magico, nella specie stantio e fine a sé stesso.
Il dr Carannante mi ha espresso in privato un suo punto fermo, ovvero che sono in buona fede.
Lungi da me dubitarne a priori, ma è il tempo di dimostrarlo, con i fatti e gli scritti e soprattutto le analisi, finora davvero carenti, barzellette (cit)
La sconfitta del buon senso è solo apparente, alcune persone si sono avvicinate ed hanno apprezzato la mia osservazione… molti altri, in silenzio, saranno stati indotti a porsi delle domande.
Loro, i ricercatori autoeletti, la fanno facile, abituati a platee acritiche ed ammiccanti. Però, parlando con gli intervenuti, e con “facenti parte”, si scopre una realtà diversa, di persone che spesso tornano a casa deluse. Persone silenziose, che iniziano ad averne le scatole piene delle solite rivelazioni stantie, come al ristorante del tartufo bianco, della torta della nonna industriale, della panna cotta fatta con le bustine e dei tiramisù fatti coi piedi (poi non si lamentassero che uno va dal “giappo” a magna’ er sushi fatto in serie a Fiano Romano, almeno una fregatura diversa).
Con civiltà e dignità è importante andare ad obiettare, parlare, capire…
Certo, è davvero umiliante sacrificare ore della propria vita a sentire i Fratini o i Ceci (col suo caso truffafuffa “Amicizia”) ma è importante dimostrargli che la platea babbea è d’altri tempi…
Saranno costretti a vagliare le parole, sfrondare le baggianate, altrimenti anche quel loro piccolo mondo andrà, fatalmente, in frantumi, a vantaggio della conoscenza e della ricerca.
Il compito di chi oggi vuole contrastare, per fini evoluzionistici, il moderno homo ufologicus-cazzaromistericus, è da un lato complicato vista l’era dei social, ma anche facilitato dal fatto di avere di fronte un avversario debole, intellettualmente e culturalmente, rispetto a qualche decennio fa oltre all’effetto boomerang instillabile sui social… sursum corda dunque.