L’Ufologia Italiana: quindici anni fa

“Credevo d’essere arrivato già”
di
Tiziano Farinacci
illustrazione di Francesco Castagna

Quando, quindici anni fa, iniziai ad approfondire la tematica ufologica, affascinato dall’immaginario fantascientifico e dall’ipotesi di vita aliena, era il tempo in cui la TV riportava il “vero”.

No, non dico sul serio… ma è il solo modo che ho scelto per tentare di arrivare al punto.
Del resto, anche l’espressione “Era il tempo in cui…” rapportata a soli quindici anni fa, potrebbe apparire fuori luogo temporalmente parlando, ma (a mio avviso) non lo è.
Fino a quindici anni fa circa, in TV, esistevano/erano esistiti programmi televisivi intenti ad affrontare la tematica UFO creando “anche” un contraddittorio… ricordo “Misteri” condotto su RAI3 da Lorenza Foschini, “ultimo avamposto della padella in prossimità della brace/Mistero” (cit. Novelli), in cui si narrava il pensiero fantastico e la razionale spiegazione, lo scontro dialettico si accendeva e lo spettatore era libero di sviluppare la propria idea in merito, essendo in possesso delle informazioni del caso.
Anche i tempi di intervento erano ben più dilatati, in modo da permettere ad entrambe le posizioni di essere espresse, sebbene in conclusione il “caso-business” veniva sdoganato e l’intervento serio-razionale era circoscritto a considerazioni ben più ristrette (ma più chiare e utili al fine di capire quanto il caso trattato fosse un caso economico e nient’altro).
Il Caso Santilli/Autopsia aliena ne fu bandiera, con il Professor (?) Pinotti e Baiata (allora interessati “al raccolto”).
Oggi, il programma televisivo preposto alla narrazione di casi ufologici è il già citato “Mistero“, condotto su ITALIA1 da Chiunque: nessun contraddittorio, menzogne proposte con toni apocalittici, totale assenza di indagine.
Stesso discorso per quanto riguarda l’informazione online.
Penso che la rivoluzione tecnologica abbia innescato una rivoluzione informativa (contagiando anche quella televisiva), tramutatasi in un magma disinformativo quotidiano che a cavallo dei social network, stia educando pericolosamente la massa all’ignoranza generale… ma restiamo sul pezzo.
L’ufologia… italiana… al 2016.

Quando iniziai a studiare la storia ufologica cercai testi/immagini senza adottare alcun filtro, non evitai nessuna fonte e nessun autore, nessuna associazione “istituzionale” e/o indipendente.
Mi nutrii di qualsiasi testo e di qualsiasi scatto.
Sarei falso se non ammettessi che, istintivamente, avrei pagato per poter giungere a conclusioni fantastiche, alla reale esistenza di forme di vita ET (magari proprio grigi ed insettoidi, piuttosto che rettiliani e testa a cuore) alla natura aliena dei Crop Circle’s o Cerchi nel grano (land art per cui provai una vera e propria passione).
Individuavo nell’esponente del Cicap il nemico: prezzolato sapientino, distruttore di sogni e di speranze, saccente ed insensibile conservatore al soldo dei poteri forti.
Individuavo nel CUN e nel CISU gli Ufologi, gli esperti del settore, li immaginavo in stile Fox Mulder indagare tra le pieghe del macro, scartabellando con il micro, rannicchiati nell’angolo del proprio monolocale scuro e fumoso, tra cataste di libri e ritagli di giornale, sulla falsa riga di Sepolti in casa.
Poi c’era l’ufologia Indipendente, con l’Ufofilo intento a scremare il vero dal falso, consapevole di quanto il falso fosse utile al cicappino nel suo intento di screditare l’ipotesi aliena del fenomeno UFO…
All’epoca, la sana Ufologia Indipendente Italiana da me riconosciuta era composta da Ufoonline.it (nato nel 1999 ed ancora attivo), Ufologia.net (che oggi reindirizza su kasta.it, proponendo il profilo artistico di Francesco Castagna, con venature “anche” a tema alieno), ed anche Ufoitalia.net del buon Roberto Malini e Spazioufo.com del buon Max Cattelan non esistono più…
arrivò il 2004 e tentai di creare una nuova deriva in grado di collaborare con quelle citate al fine di fare chiarezza in merito alla tematica UFO e la chiamai Italian Research, probabilmente con eccesso di presunzione ed un filo di approssimazione (“la ricerca italiana” in merito a quale tematica? Boh).
Ma ormai poco conta, per chi orbita nell’ambito ufologico italiano, Italian Research siamo noi.

All’epoca, nel web, si acquisiva più rapidamente la disinformativa di come il Cicap solesse riconoscere la natura del fenomeno Crop Circle in tracce lasciate da porcospini in amore nel loro correre in tondo, piuttosto che immergersi in un’indagine che avrebbe portato alla contezza (1/2) di come questa ipotesi fosse stata, in origine, esposta nel 1983 e nel 1987 in quel della rivista Flying Saucer Review (FSR) da tale Gordon Creighton, riproposta semi-seriamente nel 1990 (nell’ambito ufologico italiano) da Pier Luigi Sani (CUN) ed Edoardo Russo (CISU) in quel del Giornale dei Misteri, per poi esser stata (semplicemente) “segnalata” soltanto nell’Ottobre 1991 da Luigi Garlaschelli (Cicap) in quel della rivista CICAP (poi Scienza&Paranormale), in cui non si accennava ai “porcospini in amore” ma al movimento di “cervi o daini”.

Questo è un esempio assolutamente utile al fine di evidenziare il modus operandi dell’Ufologo credente e del perché l’interpretazione fantastica abbia terreno fertilissimo tra l’opinione pubblica.
Ricordo che mi ritrovai anch’io a replicare all’amico/a del caso che incuriosito domandava: “E la Scienza come spiega il fenomeno Crop Circle?” con un “La Scienza dice che i Crop Circles vengono creati dai porcospini in amore che… ecc.
Chiaramente, a quel punto, il siparietto si concludeva con uno sguardo di intesa tra me ed il/la malcapitato/a amico/a.
Risultato finale: la Scienza mente, la verità è altrove e viene secretata… avevo mantenuto intatto il mio vestito immaginario ed il mistero era salvo, lui/lei non avrebbe approfondito (molto probabilmente) l’argomento,  divenendo “spacciatore” (alla prima casuale occasione) della medesima idiozia.

Perché l’ipotesi fantastica è più affascinante.
L’ipotesi fantastica è qualcosa di “diverso” dal “consueto” (apparentemente) deprimente e statico.
L’ipotesi fantastica apre a nuove considerazioni, riscrive il tutto, permette di etichettare come debunker, insabbiatore e assoldato dal potere colui che ritiene “spiegato il mistero” e dunque, in un certo senso, è liberatoria.
Per chi predilige l’ipotesi fantastica, il realista scettico razionale è il nemico… e individuare un nemico è “utile e rassicurante” in ogni ambito: politico, ideologico, sportiv… ehm… calcistico ecc.

La verità comprovata è noiosa e antipatica.
Per molto tempo, chi ha spiegato il mistero, l’ha fatto una volta senza persistere nel suo sbandierare la propria tesi a destra e a manca (al contrario del sensazionalista che ne fa un vero e proprio lavoro remunerato).
Chi ha spiegato il mistero con PROVE REALI ha deciso di proseguire il viaggio con l’assunto: “l’ho spiegato e l’ho anche scritto, se vorrai venirne a capo ne avrai la possibilità, se non lo farai è perché NON VUOI SAPERE LA VERITA’, vuoi che la VERITA’ SIA QUEL CHE DESIDERI CHE SIA, sarebbe tempo perso per me persistere nel confronto con chi osserva con gli occhi chiusi”.
E come dargli torto.
Va sottolineato inoltre che, laddove colui che spiega con prove inconfutabili decide di pubblicare il frutto del proprio lavoro al cospetto di un ritorno economico (esiguo o esoso che sia) scatta l’indice critico del sensazionalista che lo accusa di lucrare sull’insabbiamento…
Oggi, tuttavia, si rende necessario il contrasto alla disinformazione, non tanto per rischi strettamente legati a questioni ufologiche (sebbene non siano mancate negli anni tragedie direttamente o indirettamente connesse ad una folle interpretazione della materia stessa), quanto per disinformazione nell’ambito medico che rischia di riportare il genere umano nel medioevo… ma restiamo sul pezzo.
L’ufologia… italiana… al 2016.

L’Ufologia mi ha permesso di conoscere persone altre infatuate dalla tematica ufologica, dal valore intellettuale e umano differente.
Chi ha continuato a raccontarsela nel modo più funzionale e utile alla propria causa, persistendo nel creare ipotesi e panorami fantastici sul nulla, pur di non ammettere di aver voluto credere ad ogni costo in qualcosa che non è, come i vari PinottiBaiata, Chiumiento, Malanga&co., ed a livello associazionistico il CUN (Centro Ufologico Nazionale), il GAUS (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci) e (più o meno) nuovi avvoltoi vogliosi di cibarsi dell’Ufologia per tirare a campare, come Segnidalcielo del radiologo Fratini e il C.UFO.M. (Centro Ufologico Mediterraneo) di Carannante e Piccaluga.

Chi si è mantenuto sul filo tra la ragione e la speranza, per poi uscirne in silenzio tornando alla quotidianità altra.
Legittimo ed onesto.

Chi ha accettato la realtà dei fatti, continuando a coltivare lo studio della tematica sempre più spiegata e spiegabile…
e sebbene l’ordine del giorno si sia ridotto allo sbugiardare il lucratore da quattro soldi e spacciatore di lanterne cinesi, riflessi di luce, nubi lenticolari come fosse antani o dischi volanti… poco male.
Si dice che la verità e l’onestà arricchiscano interiormente.
In questa frangia ci piace esercitare, collaborando con UFO Of Interestdiretto da Scott Brando, blogger anonimo che quotidianamente propone l’analisi di casi nazionali ed internazionali in tempo reale in quel della pagina Facebook di UOI, con Paolo Bertotti (PhotoBuster), fototecnico che da una trentina d’anni svolge gratuitamente (per conto del C.I.S.U.) le analisi e le perizie su materiale fotografico e video che vengono segnalate o inoltrate allo stesso) ed a livello associazionistico proprio con il CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), vera e propria memoria storica dell’Ufologia Italiana composta da persone intellettualmente impeccabili e arricchenti sia professionalmente che umanamente.

Sono stato anche io, in principio, un potenziale fuffologo.
Ho dato per scontato un colpevole tacitare dei Governi in merito al fenomeno UFO.
Ho amato il caso UFO del Belgio (30 marzo 1990), ho visto e rivisto il servizio del TG1 imparando a memoria le parole narranti e le note della musica (in stile NONSIAMOSOLIVIDEO) che accompagnavano il servizio, provocando in me suggestione a iosa… scoprii solo in seguito (quando smisi di farmi bastare quel servizio) che l’UFO triangolare proposto nulla aveva a che fare con il caso, che la dichiarazione del Colonnello De Brouwer era tutt’altro che “inquietante” e che lo scatto proposto per ventuno anni come copertina del caso era opera di un falsario di nome Patrick che aveva costruito “per divertirsi” un modellino triangolare con un pannello di frigolite per poi appenderlo in aria e fotografarlo di sera.
Ho interpretato anche io l’espressione del Polidoro Cicappino di turno come quella di colui che ride sotto i baffi in segno di scherno, incapace (io) di comprendere che a provocare in lui quella serenità era l’effetto della vera-verità capace di rendere liberi.
E se è vero che “maturare significa cambiare e che fermarsi in fondo è come morire”, credo che non fermarsi sia andare avanti avendo ben chiara la realtà delle cose.
A distanza di anni per me non è cambiato niente.
Non è una fede. Non è una missione. E’ Passione nella verità.
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Fonti:
Ufoofinterest.org; francescograssi.blogspot.itDatab.us; ufoonline.it; wikipedia.org; youtube.com; Vasco Rossi;
(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Ripubblicato nel Giugno 2016 sul n° 07 della rivista “Polvere di stelle”:
https://drive.google.com/folderview?id=0B2uHW1XmLLNkcVdTN1c4bS1HZjQ&usp=sharing

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