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I NOSTRI ARTICOLI INERENTI IL MONDO UFOLOGICO:

“Non è un paese per giovani… è ufologia da Bar”

“In principio era «GLI UFO» su RadioRAI2”
di 
Tiziano Farinacci

ufologia-da-bar

In data 17 ottobre 2017, il programma radiofonico “Non è un paese per giovani” (RADIO-RAI2), ha inteso proporre un dibattito su “Gli UFO” con Giovanni Veronesi (Sceneggiatore, Regista e Attore), Massimo Canevacci (Antropologo) e Angelo Carannante (Avvocato e “ufologo da bar”).

Il tutto si è svolto in poco più di un ora, di cui una buona metà costellata da brani musicali e digressioni su altri temi.
Dal principio, il conduttore ha sottolineato come solitamente la tematica venga affrontata con due approcci differenti “[…] rischia, certe volte, di essere troppo superficiale, alle volte invece viene trattata con tale profondità che io non ci capisco una mazza…”.
Il Carannante ha sottolineato come le loro (del Cufom… Centro Ufoillogico M… fate vobis) statistiche non sono coerenti con quelle di altri centri ufologici, sia rinomati che indipendenti. Riassumendo, per “tutti” gli avvistamenti sono in calo, per “loro” no… “Fatte na domanda e datte na risposta” direbbe qualcuno.
Poi l’attenzione si è spostata sul fenomeno bufale/clickbait e il Carannante si è attaccato al famoso 5% di casi inspiegati (esclusivamente per assenza di dati, ma questo non l’ha voluto sottolineare).
Il buon Canevacci si è dichiarato “scettico” in merito alla tematica, Veronesi si è detto “Razionale”.
Si è citato il film tratto da una commedia di Ennio Flaiano: “Un marziano a Roma” (1983), con Pippo Franco (Regia: Rasia/Salines), si è parlato dell’aspetto extraterrestre e della sua evoluzione nel cinema, del rapporto e della visione de “l’Altro”, di Antropologia, di Materialità, della Morte.
In tutto questo, naturalmente, l’avvocato Carannante non è stato interpellato.
Quando è stato chiamato in causa, gli è stato chiesto:
“Lei ha mai avuto incontri ravvicinati?”
Naturalmente si. Ha narrato di un occasione in cui, in compagnia di Ennio Piccaluga (anch’esso elemento di spicco del medesimo centro fuffologico) e di una persona “scettica” (che “è però RESTATA sulle sue posizioni”) avrebbe osservato una luce in cielo, poi catalogata (da loro) come UFO… di cui abbiamo una diapositiva:


Curioso come, in questo caso, l’IngeGNer Piccaluga (noto per il suo disconoscere il fenomeno della “PAREIDOLIA”) non abbia gridato alla “minchia volante”.

Ma andiamo avanti…
E’ stato sottolineato come nessuno possa escludere la presenza di altre forme di vita nell’Universo, ma anche come non vi siano, al momento, prove empiriche di “Vita ET” e soltanto Astronomia e Fisica potranno rispondere a questo quesito.
Naturalmente, anche in questo caso, il Carannante non ha proferito parola.

Ad un tratto, preso atto che a metà trasmissione non si era ancora ambientato tra persone di cultura, l’avvocato ha voluto porre un quesito agli astanti intrattenitori radiofonici con un:
“Perché escludere a priori che sono già arrivati qui?”
Risposta: “Perché non ci sono prove!”
Replica dell’avvocato: “Di indizi ce ne sono tantissimi! Come non ci sono prove? …I Maya …nell’archeologia… le pitture rupestri…”
Canevacci: “Guardi, io sono Antropologo, sono stato in questi posti… lei sta inventando dei miti”
A quel punto l’avvocato ha rilanciato con… “La Battaglia di Los Angeles nel 1942 ecc. ecc.” (Rispondiamo noi).

D’improvviso, un quesito per l’avvocato:
“Perché credere al 5% di casi non spiegati e non al 95% di casi spiegati tra bufale, vaneggiamenti ed errori?”
E qui l’avvocato l’ha buttata sugli “esopianeti”, sulle possibili civiltà “altre” nell’Universo… e gli é stato (ri)fatto notare che nessuno ha escluso la possibile “Vita nell’Universo”, ma si contesta l’assenza di prove empiriche, ad oggi, in materia di UFO.
E’ stato sottolineato, non dall’avvocato, il successo (nel secolo scorso) delle pubblicazioni di Peter Kolosimo, poi palesatesi come falsi, considerazioni di fantasia e null’altro.
Siamo dunque arrivati al “Caso Zanfretta”, narrato dall’avvocato in un paio di minuti, e bla bla bla… provocando giustamente una divertita ilarità.
In chiusura di trasmissione, ultimo scatto disperato del Carannante:
“Statistica del nostro Pissicologo Nino Capobianco, il 60% delle persone sposa pienamente la causa UFO…”
Risposta: ”Anche i cattolici sono la maggioranza”.

Due settimane dopo…
In data 28 Ottobre, il nostro Alessandro Novelli (IR), dopo aver ascoltato il programma radiofonico, decide di esprimere il suo pensiero in merito a quanto appreso, conoscendo molto bene la figura (e le figure ridicole) di Angelo Carannante nel mondo della fanta-ufologia.

Di lì a poco, sebbene oberato da altri impegni, ritengo necessario rincarare la dose intervenendo con un commento-riassunto-in breve-minimale-nun c’ho tempo al quale, qualche giorno dopo (1 Novembre) ricevo risposta dall’Ennio Piccaluga (già precedentemente citato) e contro-replico con freddezza:

Il giorno seguente (2 Novembre), l’Angelo Carannante, decide di intervenire…

Qualche ora dopo mi diverto a rispondere (per l’ennesima volta) ai quesiti da lui posti (accadde anche dal vivo):

Nella stessa giornata mi trovo a rispondere (di prescia) a tale Berardino Ferrara [Principal Investigator presso Impiegato (?)], altro “relatore” dei “congressi cufom” (cit.):

Il Sig. Ferrara, come un bimbo che ascolta per la prima volta una parola sconosciuta replica… lo illumino e… spengo la luce.

Alessandro Novelli sa chi è Ferrara (ne raccontò le gesta) e il giorno successivo (3 Novembre) gliene da prova per poi replicare al Carannante con qualche “carezza violenta”:

Ritorna in pompa magna il Carannante, che con un sol colpo… ripropone i quesiti a cui più volte abbiamo risposto… un certo Rondinella ce li aveva rilanciati ma avevamo glissato (bastava leggere e soprattutto “saper leggere”).
Mi armo di pazienza e rispondo A TUTTO:

Il Carannante vacilla… barcolla… e sproloquia cose at cazzum alle quali non potrei non replicare:

Il buon Alessandro Novelli decide di ribadire facendo “nomi e cognomi” evidenziando alcune topiche-Cufom e concetti fondamentali:

Ritorna il Ferrara dicendo niente, al quale replico mettendolo al corrente di quel che avviene intorno a lui mentre osserva “il dito”:


La “gara” è agli sgoccioli, ritorna il Piccaluga con le ultime forze e spara qualche bordata in stile Carannante (come dire “a buffo“).
Incasso e replico con un paio di “buffetti violenti”:

Il Piccaluga cade al tappeto, si volta e osserva il Carannante già a terra ansimante. In tasca soltanto le solite cantilene già stornellate inutilmente. I Ferrara, Rondinella & Cufom, ormai, osservano attoniti.
Piccaluga tenta un’ultima mossa… tendere la mano, forte della maggiore “notorietà mediatica”, ma noi vogliamo bene all’Ufologia e (il 4 novembre) ce ne andiamo ridendo.

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Fonti: nonunpaesepergiovani.rai.itceifan.org, www.meteoweb.eu

(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Aggiornamento Novembre 2017:
In data 21 Novembre 2017, la trasmissione di RadioRAI2 “Non è un paese per vecchi”, ha inteso replicare una “puntata” a tema “Gli UFO” invitando l’Astrofisico, divulgatore scientifico e scrittore italiano Amedeo Balbi e l’altro “fuffologo da bar” Ennio Piccaluga del CUFOM (Centro Ufologico M… fate voi) nonché “antivax”… riprova che le boiate fruttano più della ricerca seria.
Poco male, occasione utile per venire a conoscenza di una grande verità: a ritoccare le foto, in modo da amplificare le banali pareidolie (che il Piccaluga cerca di spacciare per altro nei suoi scritti) è il figlio Mario!!!

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IFO-FLASH friulano

“Di cui NON abbiamo una diapositiva!”
di 
Tiziano Farinacci e Alessandro Novelli


Luce diurna – Villa Santina/Tolmezzo (UDINE)

Lo scorso 19 Ottobre veniamo contattati dalla Sig.ra Paola che esordisce con un: “[…] Ho bisogno di voi”.
Che dire… lusingati ci mettiamo a disposizione.

Il già citato messaggio fa da cappello ad una serie di file immagine, a detta della Sig.ra Paola scattati lo scorso 15 Ottobre nei dintorni di Villa Santina (zona Tolmezzo, UDINE) che NON possiamo mostrare.
Saprete il perché.

Dunque, esisteva una foto che immortalava un monte di forma (molto relativamente) piramidale con a fianco un’intensa luce bianco-giallastra.
Da subito, lo scatto, pareva mostrare un fenomeno già visto, lo stesso che potremmo ottenere fotografando attraverso un vetro o “facendo una foto ad una foto” (in particolar modo se stampata su carta fotografica “lucida”).
In poche parole, la fonte di luce ricordava un “riflesso di luce“.
Tuttavia, il tipo di riflesso pareva essere, da subito, più coerente con il riflesso di una luce interna, un flash fotografico su un vetro.
A suffragare tale sensazione, altri riflessi (interni all’automezzo) evidenti sullo scatto.
Ma in realtà, un po’ tutta la foto sembrava possedere un alone in superficie tipico degli scatti eseguiti ad uno sfondo filtrato da un vetro.
La Sig. Paola ci aveva confermato che aveva potuto osservare la fonte di luce esclusivamente “dopo” aver effettuato lo scatto e che nel momento in cui veniva scattata la foto si trovava in auto con il marito.
Avevamo ritenuto essenziale chiedere la foto originale, in modo da poter ottenere altre informazioni, foto che la Sig.ra Paola ci aveva gentilmente concesso.

I dati EXIF della foto ci avevano confermato:
– la data dello scatto: 15 Ottobre 2017, poco dopo le ore 14.
– Marca e modello del telefono/camera: ASUS
– Lunghezza focale, esposizione, dimensione immagine, orientamento, risoluzione.
– Ma soprattutto, gli Exif della foto ci avevano confermato la presenza del FLASH nello scatto.

In conclusione: LA LUCE ERA IL RIFLESSO DEL FLASH SUL VETRO DELL’AUTOMOBILE.


Luce notturna – Coseano (UDINE)
La stessa Sig. Paola ci aveva chiesto un parere in merito ad altri 3 scatti da lei eseguiti a Coseano, (UD) la notte del giorno seguente.

Anche qui avevamo richiesto gli scatti originali.
Le anomalie più evidenti erano l’incoerenza tra la sfocatura generale degli scatti e la definizione della luce circolare (presunto UFO) e la sovrapposizione della luce stessa con una tettoiaappariva palese che la fotocamera avesse messo a fuoco una luce su una superficie anteriore allo sfocato paesaggio immortalato (che presentava degli aloni) e si notava un muretto illuminato a zona da una fonte di luce, riconducibile (potenzialmente) ad un Flash.
Avendo a disposizione lo scatto originale avevamo potuto controllare i dati EXIF delle tre foto ottenendo, anche qui, delle conferme:

La data dello scatto: 17 Ottobre 2017, poco prima dell’01:00.
Tra la prima e la terza foto sono passati 5 minuti circa.
Marca e modello del telefono/camera: ASUS
– Lunghezza focale, esposizione, dimensione immagine, orientamento, risoluzione.
– La presenza del FLASH nello scatto.

In conclusione: LA LUCE ERA IL RIFLESSO DEL FLASH SU UNA SUPERFICIE DI VETRO O PLASTICA TRASPARENTE.


Il Vero Caso-tto

I reali interrogativi donatici da questa “analisi-indagine” parevano attribuibili a come, i precedenti “esperti” consultati dalla Sig.ra Paola, avevano affrontato il “Non-Caso”.

Inizialmente la gentile Sig.ra Paola aveva inteso consultare un’altra “sponda”, al fine di comprendere cosa avesse immortalato nel suo scatto diurno in quel di Villa Santina/Tolmezzo (UD).
Le 4/5 pessime foto, costituite dallo scatto principale tormentato da filtri Photoshop (et similia) altro non erano che fantomatiche “anal-isi” eseguite da un tale Ermenegildo Bianchi Paolo Olivari e chissà… forse Corrado Midolo (dipende da come je gira) “esperto” (?) amministratore delle pagine Facebook “Real UFO” & “Real ufo 2”, pagine frequentate da neofiti del tema e soliti-noti “creduloni” in materia.
La foto del “flash diurno” era stata postata da “altri” su una delle pagine sopra citate, provocando orgasmi e cuoricini tra gli astanti frequentatori di tale pagina, infojati di cristici alieni angelici belli e bravi.
L’amministratore della pagina (l’Ermenegildo Bianchi di cui sopra) lo aveva “anal-izzato” con i filtri inutili già decantati, declamandolo con un: “si si è un ufo”.

Considerando che la Sig.ra Paola era palesemente desiderosa di sentirsi dire: “E’ un UFO!” (…perché diceva che li sentiva, che gli trasmettevano sensazioni buone, perché mentre scattava i suoi cani piangevano, perché il giorno dopo qualche fiore si era seccato, perché la foto le ricordava un suo dipinto, perché li attende da trent’anni… ecc.), come mai aveva sentito il bisogno di richiedere un’altra (o altre) analisi?
Forse una risposta c’è.

Quando, qualche giorno fa, abbiamo chiesto il consenso alla Sig.ra Paola di pubblicare gli scatti sul nostro articolo (siamo persone corrette) ci ha risposto facendoci intendere che TUTTO HA UN PREZZO.
Tutto chiaro no?
Dunque, fatevi bastare questo articolo di cui NON abbiamo una diapositiva!

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Fonti: Facebook

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L’angolo della Posta

“Piccolo. Bluff. Pubblicità”
di 
Tiziano Farinacci

Lo scorso 20 giugno riceviamo un’email inaspettata da tale Angelo Maggioni. Facciamo mente locale, mettiamo a fuoco. Mistero risolto. La disoccupazione può creare fenomeni, ma può creare anche Maggioni…

Dunque, andiamo a leggere e riportiamo quanto (e come) espresso dal suddetto:
“Ringrazio per l’interessamento di Italianreserch e dell’articolo fatto a proposito del convegno di novembre , le vostre sterili critiche non hanno fatto altro che aumentare la pubblicità e la visibilità di tale evento che ha avuto un gran successo di pubblico .. mi auguro che anche quest’anno continuiate a criticare il convegno […] e che lo critichiate bene con più articoli ancora , in fin dei conti seppur siate convinti di fare pubblicità negativa o di screditare il convegno , nella realtà per gioco forza aumentate la curiosità e la visibilità di tale evento e dunque avanti tutta non deludetemi fate gli articoli i soliti che sapete come vanno fatti tanto nessuno dubita della nostra complicità 😉 “

L’articolo a cui fa riferimento lo sgrammaticato interlocutore [ed a cui dev’essere entrato un moscerino nell’occhio (o un UFO?)] è certamente lo spassoso “Stracci Volanti Identificati – chi semina vento raccoje tempesta” (21 Nov 2016).
In questo articolo narravamo (una settimana dopo lo svolgimento della farsa e non prima… dunque egli mente anche su questo) la cronistoria del pre e gli stracci volanti del post e-venticello, sottolineando “TUTTO”: dai CV degli oratori partecipanti all’inconsistenza delle tematiche affrontate, dalla triste complicità/incoerenza degli organi istituzionali alla bagarre finale tra gli organizzatori (prelibata ciliegina su una torta di sterco).
Va detto che da allora i protagonisti di questa vicenda sono scomparsi dai radar dell’ambito ufologico.
Tuttavia, gli spicci ricavati dal Maggioni a suon di disinformazione devono esser terminati e la fame dev’esser tanta se a distanza di sette mesi si è spinto a contattarci richiedendo un nostro pensiero seppur equivalente a pubblicità contraria.
Che dire, i canali con il Comune natio sono aperti, i clown del caso saranno già posizionati sulla griglia di partenza, l’ospite attira giornalisti e pischellame vario (completamente estraneo alla tematica UFO) sarà già stato abbordato, il potenziale umano manipolabile e disposto a partecipare a tale farsa è certamente vasto e risponderà a sue spese (foss’anche solo temporali).
Dunque tranquillo, avrai il tuo ritorno. Sporco, squallido e fasullo.
Ma pur sempre “ritorno”.
Indistinguibile alla cassa di un Discount o di un Bar e visibile esclusivamente a chi ha ben chiara la “realtà dei fatti”, cosa per te sconveniente ed estranea al ricavo in termini monetari e comunque un modo come un altro per evitare la temuta “canna del gas” (cit. Pablo Ayo).
Non avendo, noi, introiti di alcun tipo dall’esito (qualunque esso sia) di eventi-farsa (come i tuoi) o di convegni-seri e mossi esclusivamente dalla passione per la “tematica extraterrestre” (in ogni sua forma) diamo un senso utile a questo breve articolo-comunicato di risposta al tuo meteorismo intestinale, ricordando i prossimi eventi realmente degni di attenzione:

Dal 29 Settembre al 1 Ottobre 2017:
CesenaTeatro Bonci – Palazzo del Ridotto
TRE GIORNI DI SCOPERTE – DOVE LA SCIENZA INCONTRA LA MERAVIGLIA –
ulteriori info

Sabato 7 Ottobre 2017:
Torino – 32° CONVEGNO NAZIONALE di UFOLOGIA
CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) –
ulteriori info

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Aggiornamento Ottobre 2017:
Il 26 Ottobre 2017, il Maggioni ha il suo momento di notorietà (dal minuto 03:00 a 03:43), perculato (ed anche un po’ “percolato”) dall’esilarante Enrico Lucci in quel di “NEMO – Nessuno escluso” (RAI2), in compagnia di altri esponenti della (F)u(f)ufologia nazionale (contento lui…).
Imperdibile: QUI
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Fonti:
Vasco Rossi, cicap.org, cisu.org

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HOMO UFOLOGICUS UFOLOGIA LUPIS

“Ufognostica nella saggezza popolare”.
di
A. Noweller

L’ufologia.
Mi ritrovo dentro un po’ per voglia un po’ per “risucchio”.
L’ufologia, una sorta di domanda che da millenni ci “imponiamo”, nonostante i progressi e gli ascessi come le facili “fuffare” spiegazioni e l’ottusità degli “aperti di mente”.

Peculiare condizione, quella dell’ufologo, dalle caleidoscopiche ipotesi, quel tutto e niente che affascina. “Fiera dell’assurdo”, con tanto di zucchero filato, ora dolce ora amaro.
Lungi da me propugnare qualsiasi “risposta”, manco punti di domanda a illudersi di alleggerir il proferir cazzata.
Tra il gioco e il brusco, tra il luccio e il grigio, quante cose potrebbero dirsi a suggello di cotanti spunti! “Come nessun alchimista ha potuto scoprire l’elisir, ma ugualmente glorifica il suo fecondo vaso se per caso gli accade di scoprire qualche odorosa sostanza o nuova medicina” così gli ufologi, tra una luce, una falsa correlazione e una narrazione, “sognano un godimento ricco e prolungato ma non trovano altro che una notte estiva simile all’inverno”.
Tra i vicoli di Trastevere, tra i paesaggi marchigiani modellati dal duro lavoro, come sui quieti poggi toscani o ancor più indietro tra marmi e colonne di una Roma d’altre genti, tra detti moderni o ancestrali o ancora tra pellicole e teatro all’ombra del Vesuvio… fuorviando, adattando, modificando quel poco che basta, come diventano ufologiche certe franchezze! Al pari di come tanti ifo diventano ufo…
Riduzionista ma ottimista, singolare condizione, nata per inaspettata curiosità e dunque ancor più disarmante, il sottile piacere di scoprire e conoscere, a prescindere…
Credo che ognuno possa trovar ricordi, spunti, sorrisi e inevitabili fastidi.
Un continuo stato alterato d’azione e di coscienza nel prender il toro per le corna ritrovandosi in mano la testa impagliata. Tale è la ricerca ufologica specialmente quando facile “preda di mani di ogni furfante gli si avvicina”. Convenzione contro audace innovazione, sagra dell’assurdo al pari, a ben vedere, della vita. Convergenza parallela e in quanto tale, evidentemente, più che tollerata, abusata.
Tra impalcature e miti così in fondo appare.
Ognuno colga, scolga, arricci il naso, apra la bocca a guisa dello svergognato pupazzo di Roswell e senta quel che voglia, appaghi la voglia oppure vada a letto che è tardi e per oggi è già abbastanza, quel sonno “gemello della morte che tutto sigilla”.
“Sebbene non possiamo obbligare i nostri Ufo a fermarsi”, possiamo senz’altro fare in modo che tornino, meteora o lanterna, astronave o aereo… in fondo, poco, nei fatti, importa… “Come chicchi di grano” una mano, comunque, li ha presi e li ha lanciati nel cielo…
“Coloro che a vicenda si tengono vivi non sono mai separati”.
E’ l’anno, questo, quinto del mio “impegno”.
Come disse una qualche nonna in qualche posto, e so che lo disse, lo dicette a chiare lettere, buona lettura!

HOMO UFOLOGICUS UFOLOGIA LUPIS.pdf

 

 

 

 

 

 

 

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Fonti:
Andrew Marvell, John Donne, William Shakespeare, Luca Carboni, Aimé Michel.

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L’insostenibile leggerezza del far finta di niente

“La sostenibile leggerezza del parlare”.
di 
Alessandro Novelli
illustrazione di Tiziano Farinacci

La gente ha bisogno di parlare, parlare, parlare e ancora parlare.
Sento parlare ovunque, di tutto e di più.
Recentemente ho partecipato a delle conferenze sui misteri evergreen come poltergeist, sensitivi, medium, ufologia in qualche sua accezione…

Da credulone di default a scettico per post-giudizio pongo alcune riflessioni.
La gente ha bisogno di parlare, di confidare i propri incidenti/vasi di Pandora di percorso che saziano naturali bisogni, come il credere e il sognare, il bisogno di esistere ed appartenere, ma la minoranza può essere venduta come elite, il disagio come virtù?
La gente ha intorno un mondo sostanzialmente ostile, che ti fotte in ogni dove, dall’amica del cuore al santone illuminato, ti manipola, si fa i cazzi suoi, ti passa sopra o esalta a seconda della bisogna.
Se preghi una fantomatica entità mariana sei religioso, se percepisci un’entità non smadonnesca, una cazzata che tutto sommato ti fa sentire vivo, diverso… sei un pazzo?
Gli studiosi ne approfittano, sono assetati di dati e casi, ma presto si stancano di spiegare false correlazioni, sogni, errate percezioni… o semplicemente stronzate… e prendono varie vie, come ad esempio:

  • Stroncare ogni percezione fuori dall’ordinario senza se e senza ma
  • Farti parlare per poi scrivere libri alle tue spalle sul fenomeno da baraccone spiegato
  • Farti parlare, sostenerti, mimetizzarsi… “vita tua esistenza loro” tanto per, a perdere, per te… fenomeno da baraccone per altri non per gli aperti di mente e non solo.
  • Via commerciale, prendono i più gettonati disagi/misteri collettivi e li mettono a reddito con dibattiti e conferenze, senza nessun farti avanzare, oltre l’adularti, oltre l’aver fatto cassa, travaso dalla tua tasca.
  • Si ergono, credendoci davvero, a “caporeparto”, sostenendo la “realtà” condivisa da quella determinata, a volte debole, comunità, diventandone paladini e presto depositari.

Un gran bel pantano, tutto sulle s-palle tue, che hai solo bisogno di confidarti, parlare, di esperienze, di disagi reali o indotti o di ciò che non sai e vorresti sapere, anche nel modo più retorico possibile… Benché lo studioso, o presunto tale, metta sempre una pezza giustificativa al suo operato, sento sempre un po’ di squallore, si fa il punto sulla numerosità dei partecipanti, mai riflessioni sugli aspetti emersi, quelli sono “Interna corporis”… ricerca, come dire “lucus a non lucendo”!
La gente ha voglia di parlare… c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare…
La sensitiva ammantata di scienza che avvalora i cibi mummificati della medium medievale rosario e santarelli?
L’esperto poltergeist che poi dopo tanti bei discorsi propina inconsapevolmente ma colpevolmente falsi?
Aure, energie e sensitive “verificate”…
L’importante è la partecipazione, l’evento.
La gente ha voglia di raccontare, meglio farli credere che capire!
La gente ha voglia di parlare, la gente ha voglia di non essere contraddetta, la gente va assecondata, la gente va rispettata… la gente va usata!
Da partecipante e dunque “percipiente” sono esposto a palate di merda senza alcun giudizio critico…
Questo mi rimane, ma se poi puntualizzi sei un guastafeste, se taci un vigliacco… alla fine della fiera mi sento pure in colpa io… un disagio del quale volevo parlare… parlare… parlare!
In fondo parlare, di per sé, per tutti, è il modo migliore per illudersi di esistere.
Sarà che “La vita non è facile ma a volte basta un complice”.
Dal ricercatore vampiro, insaziabile, si passa al disagiato che ha fatto il grande salto, realizza il suo sogno, la lezione frontale di cazzate, il parlare diventa sproloquio.
Ha conquistato patrocini per parlare di stronzate, sue pippe mentali infondate, commercio di credenze, spaccio di accozzaglie di pagine imbrattate, a mo’ di libro.
Ha fatto il gioco delle tre carte per far passare l’acqua sporca a scapito del bambino, e il sindaco di turno è pronto a difendere gli schizzi di cultura per tutta la sala rossa, male che va si rifà la tappezzeria, se conta, tanto paga la collettività… di mattina si insegna a scuola che tre per due fa sei, di pomeriggio si sostiene che fa sette… d’altronde Jung non era un matematico… ma tanto la questione era per le sedie… bei tempi quando un posto al sole valeva anche in piedi!
Si dice che nulla si può contro la “montagna di merda”, che non si può far cambiare idea con dimostrazioni, fatti, anche incontrovertibili.
Sarà, ma io ho formato le mie opinioni, giuste o sbagliate, ma libere, grazie all’opera di chi ha controbattuto le stronzate involutive con l’altra faccia della medaglia…
Ringrazio chi mi ha detto che il surimi è solo un macinato da maiali in luogo di chi lo spacciava per polpa di granchio… poi ognuno è libero di mangiarlo a piene mani… più informazioni hai più sei libero…
Mi detesti ma sbagli, rispetto il tuo libero volere di buttarti dal ponte di Ariccia… mi illudo di vigilare che nessuno ti dia la spinta!
Che pena vedere tante persone prone a siffatte cazzate… conta l’evento, conta la numerosità, le briciole sul pavimento rimaste, l’odore di ascelle nell’aria…
Bene, ci sei cascato, hai subito il mio parlare… parlare… parlare!
Ma il solo leggermi ti mette già un piede nella mia libera controfossa… magra ma sincera consolazione!
Come li capisco quelli che stanno lì così, senza parole… parole… parole!
“Ma poi ho camminato tanto e fuori c’era un grande sole… che non ho più pensato a tutte queste cose…”.
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Fonti:
Vasco Rossi.
(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Stracci Volanti Identificati

“Chi semina vento raccoje tempesta”
di
Tiziano Farinacci

Presentato come un evento storico, si è palesato come una storica e prevedibile “Reunion” di vecchi “fuffologi” e nuove (per dire) leve della disinformazione ufologica di matrice italica.

Il 12 novembre 2016, a Savona, si è tenuto un cosiddetto “convegno” dal titolo: “Primo convegno ufologico unito”, patrocinato dal Comune di Savona, organizzato dal C.UFO.M., che “starebbe” per “Centro Ufologico Mediterraneo”, ma che in alcuni casi si autodefinisce “Centro Ufologico Beneventano” e che (per questa occasione) il sito ivg.it, nell’atto di promuovere l’evento, ha deciso di ribattezzare “Centro Ufologico Mondiale”… ma potrebbe essersi limitato a copiare/incollare quanto scrittogli dagli stessi cufomioti.

Il “convegno” ha visto, come relatori:
Ennio Piccaluga (quello dei sorci/metropolitane/madonnine/iguane ecc. su Marte) e il Presidente del C.UFO.M (scegliete voi, a questo punto, come tradurre l’acronimo), Angelo Carannante, neo-pioniere della divulgazione di NON-CASI-UFO senza se e senza ma.
Ad intrattenere gli accorsi si sono alternati anche Alfredo Benni (ormai allarmista sismico) del CUN (Centro Ufologico Nazionale), prima comunità ufologica italiana (dal 1966), ma anche prima comunità ufologica a prendere rondini per alieni.
Non sono voluti mancare all’appello i cd giornalisti “conosciuti a livello mondiale” (cit.) come Maurizio Baiata, colui che portò in Italia il filmato dell’Autopsia Aliena/Autopsia Santilli (alieno poi identificato in “un pupazzo” all’interno di una messa in scena che non poco fruttò in termini economici al regista in questione, Santilli) e Pablo Ayo, conosciuto per le sue comparsate demenziali in quel del demenziale programma di Italia 1, Mistero, le cui gesta/analisi di filmati sono ben note agli appassionati del “settore”, con l’intento di scongiurare la “canna del gas” (di cui QUI potete leggere un suo sempreverde “lamento” di qualche tempo fa, lamento che ha provveduto a rimuovere dal suo sito… a cui replicammo COSI’).
Inutile rammentare di come gli ospiti in questione abbiano (in passato) battezzato il CUFOM come “realtà inaffidabile”, ma… “quando si tratta di vendere libri ‘gli inaffidabili’ diventano grandi amici…” (cit. Novelli).

Ricordiamo inoltre che, sulla pubblicazione del sito di cui sopra (ivg.it), si passava l’informazione:

Dunque, riepilogando, ad un Convegno ad annunciato tema “ufologico”, l’ospite d’onore sarebbe stato un “ritornato” dall’Isola dei Famosi?

La nota “ufologia/reality”, da subito ci è suonata quantomai “stonata” (non dissonante), ma assolutamente in linea con l’approccio “intellettuale” dei suddetti.
Nulla di nuovo sotto al Sole, per noi, ma (a quanto pare) qualcosa di nuovo e sconosciuto per il/la Sindaco/Sindaca di Savona, Ilaria Caprioglio, che ha permesso il patrocinio di tale evento al proprio Comune, non essendo evidentemente al corrente della realtà dei fatti:

La concessione del patrocinio da parte del Comune di Savona ha lasciato (da subito) interdetti gli “addetti ai lavori” (Ufologi/Ufofili seri e con approccio scettico-razionale), ma a prendere l’iniziativa, tentando di informare la Caprioglio sulla natura tutt’altro che culturale del convegno è stato l’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Savona.
Tuttavia, questi hanno certamente errato il modus con cui hanno inteso motivare l’insensatezza dell’evento, riducendo la tematica ufologica alle fandonie su “dischi volanti” e “umani rapiti dagli alieni”, rincarando con considerazioni quali “Di questo passo si potrebbe concedere il patrocinio a convegni di astrologi, spiritisti e creduloni vari…” e sottolineando come due mesi prima la medesima concessione comunale era stata assegnata ad un evento organizzato dalla libreria Ubik “per esporre le ragioni del No al referendum sulla Costituzione […] SENZA la concessione delle SEDIE”, inizialmente per eccessiva usura, in seguito perché non rispettava i crismi necessari per poter godere della concessione in questione (non era un evento organizzato dal Comune e non era di tipo benefico…).
Precedente debacle comunale a parte, l’UAAR ha certamente peccato di poca conoscenza della tematica Ufologica, certamente nota per la spazzatura proposta (da sempre) dai media e dagli Ufologi (connubio, questo, in grado di rendere serate potenzialmente aride di ascolti in salvagenti per l’audience), meno nota per gli studi di una corrente ben precisa di Ufologi che con approccio scettico/razionale hanno mutato l’acronimo UFO in IFO (da “non identificati” ad “identificati”) vedendo convergere la realtà del fenomeno UFO in cause “altre” che vanno dall’aspetto psico-sociale a quello doloso della messa in scena a scopo di lucro e/o notorietà.
Nel caso in questione, per altro, il fato ha voluto che a decidere fosse il/la Sindaco/Sindaca Caprioglio che in merito alla contestazione dell’UAAR si è così espressa:

“Nel 2010, in occasione di un festival culturale ebbi l’occasione di intervistare Edoardo Russo, allora presidente del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) e ammetto la mia iniziale perplessità.
Ma quando lessi il testo di Carl Gustav Jung (‘Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo’) compresi che ero stata superficiale nel mio giudizio e che le implicazioni nella credenza degli Ufo e la loro visione potessero in realtà racchiudere un bisogno profondo: quello di ricostruire l’unità, ripensare e rivivere la totalità dell’umano che sembra nel mondo moderno irrimediabilmente compromessa”.

Curiosa l’interpretazione della prima cittadina di Savona che se, nonostante abbia avuto modo di incrociare Edoardo Russo (a nostro avviso, vera e propria memoria storica dell’Ufologia Italiana di stampo razionale) e di leggere il testo di Jung, non ha fatto sua la reale “morale” insegnata dall’Ufologia, andando a scomodare “il bisogno di ricostruire l’unità e di rivivere la totalità dell’umano”, ben pochi spiragli ha lasciato alla nostra speranza di non dover assistere a si tale evento, raccontato alla membro di dog” da incompetenti e mistificatori ben noti.
A giochi fatti, non ci è rimasto che prendere atto di come il termine “CULTURA” abbia mutato di significato.
Il 12 novembre scorso si è svolto il convegno in questione, in seguito così decantato dal CUFOM in quel della propria pagina/gruppo FB:


Dunque, il misterioso ospite d’onore sarebbe stato tale Mech… unico nome a noi ignoto, tra quelli esposti nel maiuscolo urlato.
Abbiamo così improvvisato una rapida ricerca alla scoperta dell’effettiva natura nota di tal cognome, venendo a conoscenza (anche) del nome e della sua fama:

Gianluca Mech è l’unico erede di una tradizione erboristica plurisecolare che ha visto i suoi antenati al centro delle arti e dei segreti della fitoterapia. L’attività di produzione dei decotti nasce nel 1911 grazie al suo bisnonno, poi viene proseguita dai suoi genitori. Già all’età di sei anni Gianluca segue il padre Giovanni in laboratorio e lo aiuta a fare gli estratti più semplici insieme al fratello e alle tre sorelle che, crescendo, hanno imboccato strade diverse. Spetta quindi a Gianluca, appena maggiorenne (1987), prendere in mano le redini dell’azienda, trasformandola negli anni da ditta individuale a società per azioni. Grazie alla lunga esperienza maturata nel campo della fitoterapia, Mech ha ulteriormente sviluppato la formula galenica della Decottopia® e ideato il Protocollo Globale della Dieta Tisanoreica®. Dal suo grande interesse personale è scaturito il desiderio di sviluppare, in collaborazione con il Dipartimento di Anatomia e Fisiologia dell’Università di Padova, un sistema di dimagrimento orientato alla perdita del peso e al mantenimento dello stesso nel post-dieta.
Gianluca Mech, oltre alla sua attività di imprenditore, svolge un intenso ruolo di divulgatore scientifico delle più recenti scoperte e innovazioni in materia di nutrizione. Il suo obiettivo è quello di rendere fruibile al grande pubblico il patrimonio di nuove conoscenze e vere innovazioni nel campo dietetico, che diversamente rimarrebbero ad esclusivo utilizzo di pochi. Celebrities italiane e internazionali, oltre che autorevoli personaggi – politici, televisivi, sportivi, piuttosto che appartenenti al mondo teatrale e musicale –, si sono rivolti a Gianluca Mech per ritrovare la forma fisica e ristabilire un equilibrato rapporto con la loro alimentazione, guadagnandone in salute e bellezza”.
(fonte http://isola.mediaset.it/cast/naufraghi/gianluca-mech.shtml)

Dunque, ricapitolando.
L’ospite d’onore, in quel di un “convegno” ufologico, sarebbe stato un imprenditore e produttore di decotti nell’ambito erboristico della fitoterapia, del suo sviluppo in galenico ambiente, creatore della Decottopia® e ideatore del Protocollo Globale della Dieta Tisanoreica®… divulgatore scientifico in materia di nutrizione e guru, in tal senso, per celebrità italiane e internazionali del mondo politico, televisivo, sportivo, teatrale e musicale…
Che dire, trovate voi l’anomalia e l’utilità della sua presenza in tale contesto (noi ci limitiamo a riconoscere quanto annunciare la presenza di: “un ospite d’onore che ha appena lasciato l’Isola dei Famosi” possa far presa sul cittadino medio, al fine di stimolare chiunque a partecipare a tale convegno anche solo per rimediare un selfie da “postare” sulla propria pagina social).
Nulla di nuovo sotto al Sole.
Immaginiamo l’appagamento “nervoso” provato dai vari Maggioni&Carannante, ad obiettivo raggiunto (grazie all’ignoranza in materia Ufologica del/della Sindaco/Sindaca Caprioglio)… e possiamo addirittura materializzarla proponendovi una “diapositiva/tweet” esauriente del Maggioni:
Che dire, il tweet “geniale” di Maggioni ha avuto la capacità di riassumere in pochissime righe il vero senso del suo/loro fare “ufologia”.
A tal proposito, abbiamo trovato esaustivo un commento (di risposta) al tweet in questione, di Salvatore Foresta (CISU) che recitava: “Ma se noi abbiamo perso, loro cosa hanno vinto?”.

Tuttavia, come nei film più scontati, la vicenda non poteva che assumere (presto o tardi) una piega diversa, perché… “Chi semina vento raccoje tempesta”.
E così è stato.

Il 14 Novembre, tramite la pagina del suo profilo FB, Maggioni recitava (…male, ma recitava):La reazione del CUFOM non si è fatta attendere, palesandosi sulla propria pagina FB in codesto modo:

Di li a poco, il Maggioni ha inteso non sotterrare l’ascia di guerra, ripartendo all’attacco con…:


Il CUFOM ha tentato invano di “carezzare” l’Angelo (Maggioni) con una sviolinata terapeutica (hai visto mai?)… ma il 16 Novembre, questi ha copia/incollato quanto precedentemente espresso (correggendo gli errori grammaticali e di punteggiatura? Anche NO) sostituendo un “col” con un “senza“…:

Preso atto della testardaggine del Maggioni, restio alla pacificazione, il CUFOM ha deciso di ottemperare alle richieste inoltrategli pubblicamente, informandolo nel medesimo modo…:

Le favole regalano sempre un lieto fine ed anche questa non poteva venir meno alla prassi.
In realtà non ha vinto nessuno ed anche eventuali introiti di immagine (o di altro) lasceranno il tempo che hanno trovato.
Qualcuno/qualcosa però ha perso. Ha perso il buon senso, ha perso l’Informazione, hanno perso le Istituzioni.
La sconfitta (l’ennesima) dell’Ufologia non può che passare in secondo piano.

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Aggiornamento Luglio 2017:
Il 20 Giugno 2017 riceviamo un’email da Angelo Maggioni (l’ex anal-ista del CUFOM) che, evidentemente a corto di spicci per la spesa, ci punzecchia anelando una reazione capace di innescare una qualche forma di pubblicità ai suoi prossimi eventi-farsa.
Una “risposta” non potevamo negargliela (contento lui…) LEGGI

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Fonti:
Ufoofinterest.orgivg.ithttp://isola.mediaset.it; Ufologando Forum
(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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[Per pubblicare gli articoli e le immagini presenti su ITALIANRESEARCH.it è necessario citare la fonte e l’autore].

2 Luglio 2016: UFO – MITO e Social Network

Lo scorso 2 Luglio 2016, in quel di Sutri (VT), nella splendida location di “Colle Diana Asd”, IR (Italian Research) e CISU (Sez. Viterbo) hanno presentato, innanzi ad una decina di persone accorse per l’occasione, un convegno a tema: UFO – MITO e Social Network.

Angelo Ferlicca (CISU) ha introdotto la tematica UFO, narrando della nascita dell’Ufologia dal 1947 ed i successivi accadimenti di maggior rilievo.
Emanuela Popolo (IR) ha proposto un interessante excursus, focalizzando l’attenzione su casi specifici in merito alla tematica “UFO nell’Arte?“.
Tiziano Farinacci (IR) ha condiviso le sue riflessioni riguardo all’approccio interattivo Utente/”Addetto ai lavori” a tema UFO nell’ambito Social e nel web in genere.
Alessandro Novelli (IR) ha narrato dei “Casi/Non-Casi UFO” di cui ha  contribuito all’indagine risolutoria in quel che ritiene trattarsi di “Ufologia Circense”.
Andrea Bovo (CISU) ha proposto un caso interessante, la metodica assunta nell’indagine e le lucide soluzioni presunte in merito.
Giancarlo D’Alessandro (CISU) sarebbe dovuto intervenire, parlando di “Mitopoiesi“, ma un contrattempo gli ha impedito di partecipare. Ci saranno altre occasioni.

Il tutto è avvenuto in un clima di assoluta empatia tra i relatori ed i pochi ma consapevoli accorsi che ringraziamo per la piacevole giornata.

L’Ufologia Italiana: quindici anni fa

“Credevo d’essere arrivato già”
di
Tiziano Farinacci
illustrazione di Francesco Castagna

Quando, quindici anni fa, iniziai ad approfondire la tematica ufologica, affascinato dall’immaginario fantascientifico e dall’ipotesi di vita aliena, era il tempo in cui la TV riportava il “vero”.

No, non dico sul serio… ma è il solo modo che ho scelto per tentare di arrivare al punto.
Del resto, anche l’espressione “Era il tempo in cui…” rapportata a soli quindici anni fa, potrebbe apparire fuori luogo temporalmente parlando, ma (a mio avviso) non lo è.
Fino a quindici anni fa circa, in TV, esistevano/erano esistiti programmi televisivi intenti ad affrontare la tematica UFO creando “anche” un contraddittorio… ricordo “Misteri” condotto su RAI3 da Lorenza Foschini, “ultimo avamposto della padella in prossimità della brace/Mistero” (cit. Novelli), in cui si narrava il pensiero fantastico e la razionale spiegazione, lo scontro dialettico si accendeva e lo spettatore era libero di sviluppare la propria idea in merito, essendo in possesso delle informazioni del caso.
Anche i tempi di intervento erano ben più dilatati, in modo da permettere ad entrambe le posizioni di essere espresse, sebbene in conclusione il “caso-business” veniva sdoganato e l’intervento serio-razionale era circoscritto a considerazioni ben più ristrette (ma più chiare e utili al fine di capire quanto il caso trattato fosse un caso economico e nient’altro).
Il Caso Santilli/Autopsia aliena ne fu bandiera, con il Professor (?) Pinotti e Baiata (allora interessati “al raccolto”).
Oggi, il programma televisivo preposto alla narrazione di casi ufologici è il già citato “Mistero“, condotto su ITALIA1 da Chiunque: nessun contraddittorio, menzogne proposte con toni apocalittici, totale assenza di indagine.
Stesso discorso per quanto riguarda l’informazione online.
Penso che la rivoluzione tecnologica abbia innescato una rivoluzione informativa (contagiando anche quella televisiva), tramutatasi in un magma disinformativo quotidiano che a cavallo dei social network, stia educando pericolosamente la massa all’ignoranza generale… ma restiamo sul pezzo.
L’ufologia… italiana… al 2016.

Quando iniziai a studiare la storia ufologica cercai testi/immagini senza adottare alcun filtro, non evitai nessuna fonte e nessun autore, nessuna associazione “istituzionale” e/o indipendente.
Mi nutrii di qualsiasi testo e di qualsiasi scatto.
Sarei falso se non ammettessi che, istintivamente, avrei pagato per poter giungere a conclusioni fantastiche, alla reale esistenza di forme di vita ET (magari proprio grigi ed insettoidi, piuttosto che rettiliani e testa a cuore) alla natura aliena dei Crop Circle’s o Cerchi nel grano (land art per cui provai una vera e propria passione).
Individuavo nell’esponente del Cicap il nemico: prezzolato sapientino, distruttore di sogni e di speranze, saccente ed insensibile conservatore al soldo dei poteri forti.
Individuavo nel CUN e nel CISU gli Ufologi, gli esperti del settore, li immaginavo in stile Fox Mulder indagare tra le pieghe del macro, scartabellando con il micro, rannicchiati nell’angolo del proprio monolocale scuro e fumoso, tra cataste di libri e ritagli di giornale, sulla falsa riga di Sepolti in casa.
Poi c’era l’ufologia Indipendente, con l’Ufofilo intento a scremare il vero dal falso, consapevole di quanto il falso fosse utile al cicappino nel suo intento di screditare l’ipotesi aliena del fenomeno UFO…
All’epoca, la sana Ufologia Indipendente Italiana da me riconosciuta era composta da Ufoonline.it (nato nel 1999 ed ancora attivo), Ufologia.net (che oggi reindirizza su kasta.it, proponendo il profilo artistico di Francesco Castagna, con venature “anche” a tema alieno), ed anche Ufoitalia.net del buon Roberto Malini e Spazioufo.com del buon Max Cattelan non esistono più…
arrivò il 2004 e tentai di creare una nuova deriva in grado di collaborare con quelle citate al fine di fare chiarezza in merito alla tematica UFO e la chiamai Italian Research, probabilmente con eccesso di presunzione ed un filo di approssimazione (“la ricerca italiana” in merito a quale tematica? Boh).
Ma ormai poco conta, per chi orbita nell’ambito ufologico italiano, Italian Research siamo noi.

All’epoca, nel web, si acquisiva più rapidamente la disinformativa di come il Cicap solesse riconoscere la natura del fenomeno Crop Circle in tracce lasciate da porcospini in amore nel loro correre in tondo, piuttosto che immergersi in un’indagine che avrebbe portato alla contezza (1/2) di come questa ipotesi fosse stata, in origine, esposta nel 1983 e nel 1987 in quel della rivista Flying Saucer Review (FSR) da tale Gordon Creighton, riproposta semi-seriamente nel 1990 (nell’ambito ufologico italiano) da Pier Luigi Sani (CUN) ed Edoardo Russo (CISU) in quel del Giornale dei Misteri, per poi esser stata (semplicemente) “segnalata” soltanto nell’Ottobre 1991 da Luigi Garlaschelli (Cicap) in quel della rivista CICAP (poi Scienza&Paranormale), in cui non si accennava ai “porcospini in amore” ma al movimento di “cervi o daini”.

Questo è un esempio assolutamente utile al fine di evidenziare il modus operandi dell’Ufologo credente e del perché l’interpretazione fantastica abbia terreno fertilissimo tra l’opinione pubblica.
Ricordo che mi ritrovai anch’io a replicare all’amico/a del caso che incuriosito domandava: “E la Scienza come spiega il fenomeno Crop Circle?” con un “La Scienza dice che i Crop Circles vengono creati dai porcospini in amore che… ecc.
Chiaramente, a quel punto, il siparietto si concludeva con uno sguardo di intesa tra me ed il/la malcapitato/a amico/a.
Risultato finale: la Scienza mente, la verità è altrove e viene secretata… avevo mantenuto intatto il mio vestito immaginario ed il mistero era salvo, lui/lei non avrebbe approfondito (molto probabilmente) l’argomento,  divenendo “spacciatore” (alla prima casuale occasione) della medesima idiozia.

Perché l’ipotesi fantastica è più affascinante.
L’ipotesi fantastica è qualcosa di “diverso” dal “consueto” (apparentemente) deprimente e statico.
L’ipotesi fantastica apre a nuove considerazioni, riscrive il tutto, permette di etichettare come debunker, insabbiatore e assoldato dal potere colui che ritiene “spiegato il mistero” e dunque, in un certo senso, è liberatoria.
Per chi predilige l’ipotesi fantastica, il realista scettico razionale è il nemico… e individuare un nemico è “utile e rassicurante” in ogni ambito: politico, ideologico, sportiv… ehm… calcistico ecc.

La verità comprovata è noiosa e antipatica.
Per molto tempo, chi ha spiegato il mistero, l’ha fatto una volta senza persistere nel suo sbandierare la propria tesi a destra e a manca (al contrario del sensazionalista che ne fa un vero e proprio lavoro remunerato).
Chi ha spiegato il mistero con PROVE REALI ha deciso di proseguire il viaggio con l’assunto: “l’ho spiegato e l’ho anche scritto, se vorrai venirne a capo ne avrai la possibilità, se non lo farai è perché NON VUOI SAPERE LA VERITA’, vuoi che la VERITA’ SIA QUEL CHE DESIDERI CHE SIA, sarebbe tempo perso per me persistere nel confronto con chi osserva con gli occhi chiusi”.
E come dargli torto.
Va sottolineato inoltre che, laddove colui che spiega con prove inconfutabili decide di pubblicare il frutto del proprio lavoro al cospetto di un ritorno economico (esiguo o esoso che sia) scatta l’indice critico del sensazionalista che lo accusa di lucrare sull’insabbiamento…
Oggi, tuttavia, si rende necessario il contrasto alla disinformazione, non tanto per rischi strettamente legati a questioni ufologiche (sebbene non siano mancate negli anni tragedie direttamente o indirettamente connesse ad una folle interpretazione della materia stessa), quanto per disinformazione nell’ambito medico che rischia di riportare il genere umano nel medioevo… ma restiamo sul pezzo.
L’ufologia… italiana… al 2016.

L’Ufologia mi ha permesso di conoscere persone altre infatuate dalla tematica ufologica, dal valore intellettuale e umano differente.
Chi ha continuato a raccontarsela nel modo più funzionale e utile alla propria causa, persistendo nel creare ipotesi e panorami fantastici sul nulla, pur di non ammettere di aver voluto credere ad ogni costo in qualcosa che non è, come i vari PinottiBaiata, Chiumiento, Malanga&co., ed a livello associazionistico il CUN (Centro Ufologico Nazionale), il GAUS (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci) e (più o meno) nuovi avvoltoi vogliosi di cibarsi dell’Ufologia per tirare a campare, come Segnidalcielo del radiologo Fratini e il C.UFO.M. (Centro Ufologico Mediterraneo) di Carannante e Piccaluga.

Chi si è mantenuto sul filo tra la ragione e la speranza, per poi uscirne in silenzio tornando alla quotidianità altra.
Legittimo ed onesto.

Chi ha accettato la realtà dei fatti, continuando a coltivare lo studio della tematica sempre più spiegata e spiegabile…
e sebbene l’ordine del giorno si sia ridotto allo sbugiardare il lucratore da quattro soldi e spacciatore di lanterne cinesi, riflessi di luce, nubi lenticolari come fosse antani o dischi volanti… poco male.
Si dice che la verità e l’onestà arricchiscano interiormente.
In questa frangia ci piace esercitare, collaborando con UFO Of Interestdiretto da Scott Brando, blogger anonimo che quotidianamente propone l’analisi di casi nazionali ed internazionali in tempo reale in quel della pagina Facebook di UOI, con Paolo Bertotti (PhotoBuster), fototecnico che da una trentina d’anni svolge gratuitamente (per conto del C.I.S.U.) le analisi e le perizie su materiale fotografico e video che vengono segnalate o inoltrate allo stesso) ed a livello associazionistico proprio con il CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), vera e propria memoria storica dell’Ufologia Italiana composta da persone intellettualmente impeccabili e arricchenti sia professionalmente che umanamente.

Sono stato anche io, in principio, un potenziale fuffologo.
Ho dato per scontato un colpevole tacitare dei Governi in merito al fenomeno UFO.
Ho amato il caso UFO del Belgio (30 marzo 1990), ho visto e rivisto il servizio del TG1 imparando a memoria le parole narranti e le note della musica (in stile NONSIAMOSOLIVIDEO) che accompagnavano il servizio, provocando in me suggestione a iosa… scoprii solo in seguito (quando smisi di farmi bastare quel servizio) che l’UFO triangolare proposto nulla aveva a che fare con il caso, che la dichiarazione del Colonnello De Brouwer era tutt’altro che “inquietante” e che lo scatto proposto per ventuno anni come copertina del caso era opera di un falsario di nome Patrick che aveva costruito “per divertirsi” un modellino triangolare con un pannello di frigolite per poi appenderlo in aria e fotografarlo di sera.
Ho interpretato anche io l’espressione del Polidoro Cicappino di turno come quella di colui che ride sotto i baffi in segno di scherno, incapace (io) di comprendere che a provocare in lui quella serenità era l’effetto della vera-verità capace di rendere liberi.
E se è vero che “maturare significa cambiare e che fermarsi in fondo è come morire”, credo che non fermarsi sia andare avanti avendo ben chiara la realtà delle cose.
A distanza di anni per me non è cambiato niente.
Non è una fede. Non è una missione. E’ Passione nella verità.
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Fonti:
Ufoofinterest.org; francescograssi.blogspot.itDatab.us; ufoonline.it; wikipedia.org; youtube.com; Vasco Rossi;
(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Ripubblicato nel Giugno 2016 sul n° 07 della rivista “Polvere di stelle”:
https://drive.google.com/folderview?id=0B2uHW1XmLLNkcVdTN1c4bS1HZjQ&usp=sharing

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[Per pubblicare gli articoli e le immagini presenti su ITALIANRESEARCH.it è necessario citare la fonte e l’autore].

Un deserto senza eco?

“Pensieri di bolina”
di
Alessandro Novelli
illustrazione di Tiziano Farinacci

Di bolina, risalendo il vento, come risalire il senso, borderline tra l’incedere e il fermarsi… come una donna davanti al suo amato/odiato specchio.

Scarrellate il trasto della randa se il discorso non quadra, se l’inclinazione inquieta.
Punti di vista.
Sono tanti anni oramai che è iniziata la nostra esplorazione spaziale, finalizzata al miglioramento delle nostre conoscenze, ricadute tecnologiche…
La scienza evolve e cerca di rispondere, evolvendo, in maniera logica e costruttiva, alle stesse domande che probabilmente si è poste il primo uomo pensante sulla terra:
Chi siamo?
Da dove veniamo?
Siamo soli nell’universo?
Domande legittime, oserei dire intelligenti.
Bistrattata, insultata, snobbata, da quella parte di fuffa che nonostante l’iPhone in tasca millanta apertura mentale abiurando il progresso.
A ben vedere, la stessa apertura di un lavandino tappato da un grumo di peli pubici (L’immagine è terribile… “Ma una metafora come si fa? Mi viene una poesia o la verità”).
Una parte dell’umanità ha scelto di rispondere a certe domande, da secoli, mentre altra rema contro.
Ha scelto da sempre, tramandandosi il bug, la via breve dell’illusione, della chiacchiera, dell’accontentarsi delle “toppe” magico-religiose… tappando il “progresso” come fosse una camera d’aria bucata.
Anche in quelle posizioni, tuttavia, c’è un senso, un certo pragmatismo.
La vita è troppo breve per stare ad aspettare, meglio viverla in qualche illusione.
Anche per il più longevo di noi il quadro non sarà mai completo, esaustivo.
Con un certo egoismo e detta pane e mortadella, sarebbe forse meglio spendere a mignotte (e gigolò/duecuorieunacapannabastachecisianoletende, per par condicio) il budget per le esplorazioni spaziali, al netto del fagocitare politico-sociale? Oppure risolvendo la fame e la sete nel mondo, un esempio stereotipato, tanto per capirsi?
Tutta questione di staffetta generazionale…
Nel tiro alla fune ci sono due squadre, è congenito, endemico, propedeutico.
I sognatori, nella declinazione ora folkloristica, ora fregnacciara pura, ora come nobile desiderio d’altro, d’eterico e d’altro… e quelli che fattivamente, da anni, piuttosto che ripetere facili mantra stereotipati, mettono in campo sacrifici, risorse, la vita stessa, anche rispettando la curva di utilità del burocrate o il budget… non mi sorprendono certi sensazionalismi ufficiali Nasa.
Per mercatini mi è capitato in mano un Almannacco 1965 (“Storia dell’anno”, Ottobre ’65- Novembre ’66):

15 dicembre 1965… “Pieno successo dell’appuntamento nello spazio… Il Gemini 6 pilotato da Schirra e Stafford ha raggiunto nello spazio il Gemini 7 di Borman e Lovell… hanno potuto vedere distintamente dai satelliti i volti con la barba lunga dei loro colleghi, già in orbita da undici giorni…”

4Febbraio 1966… “Esattamente 30 secondi dopo le 19:45 (ora italiana) il Lunik 9 si è posato sulla superficie della Luna senza fracassarsi… “In linea di massima il paesaggio assomiglia a quello di un deserto roccioso, ma non proprio come lo passiamo concepire noi sulla terra… vi sono molti crateri grandi, enormi, piccoli e piccolissimi…” (Il prof. Lovell commenta le prime telefoto)

6 Giugno 1966… Cernan, il secondo pilota del Gemini 9, è rimasto per due ore e cinque minuti in volo libero fuori dal satellite, compiendo oltre un intero giro attorno alla terra… ha battuto il primato di volo spaziale libero (precedente di White, Gemini 4, di 21 minuti)… mentre Cernan stava passeggiando nello spazio dal portello aperto è entrata nella cabina una grande quantità di polvere…

20 Luglio… “…aggancio tra tra Gemini 10, con Young e Collins, e Agena 10, toccando l’altezza record di 754 chilometri, 250 chilometri in più del record sovietico…”

13 Settembre 1966 Gordon (Gemini 11) ultimata la manovra del cavo (dopo 40 minuti di passeggiata spaziale) ha cominciato a dire che si sentiva molto stanco, che sudava, che la tuta era diventata un forno e che il trasparente del casco cominciava ad appannarsi…” Stessa cosa accadde a Cernan e Collins, Gemini 9 e 10.

Nel corso del 1966 arrivarono i primi studi clinici su Conrad e Cooper:
Pronunciata decalcificazione, disorientamento… errore di 32 gradi nella valutazione dell’orizzonte… possibilità di lavoro moderato in orbita senza conseguenze gravi.
Penso ai contattisti che viaggiano con disinvoltura per pianeti e pianetucoli:
Ce li manderei davvero, propulsi da gentil pedata nelle terga!
Quante palpitazioni, quante emozioni nel leggere quelle notizie, non solo spaziali, scoperte in tutti i settori, scoperte sensazionali, che oggi diamo per scontate.
La fuffa posò le prime pietre, per poi oggi imperversare (La fuffa allora era l’ironica notizia di avvistamento di un piatto volante riportata sul giornale).
Se un fotoamatore fotografava qualcosa di strano sulla Luna si rivolgeva agli esperti, che davano razionali e veritiere spiegazioni. La fuffa non ci stette, decise di organizzarsi, sfruttando giovani speranzosi e in buona fede.
Captò le notizie da servetta ma anche quelle più serie ed uno o più burattinai videro l’opportunità di crearne un mestiere ed effimero prestigio. In mancanza di prove a sostegno dell’ipotesi esotica degli avvistamenti (alieni) spinsero sull’acceleratore iniziando a disinformare, a sMagallare, a Cufomare, Cuneare e Segnidalcielare.
L’ufologia moderna è erroneamente considerata quella dalla narrazione/avvistamento di Arnold in poi… quella è ben presto finita, si è sciolta in seria ricerca di cosa l’uomo vede/crede di vedere in cielo e in fuffologia applicata/pensione integrativa con delega al complottiamo mondial/condominiale.
Una parte di seguaci nazional-popolari, indipendentemente da reddito e classe sociale, ha scelto di seguire quel filone di fantascienza non letteraria, che ha sparato balle spaziali, come fossero notizie dalla casa reale inglese, puttanate da sciacquetta.
Il sincretismo della marsmania ottocentesca con il ciarlatanesimo New age (che ormai puzza di naftalina come il cappotto di mia nonna), ha fatto sognare creature e mondi immaginifici sulla Luna, su Marte, su Venere, complice il giornalismo d’assalto, migliore di quello odierno solo perché almeno scriveva correttamente, ed era considerato per quello che era, da notiziola estiva, non certo fonte del diritto ufuffologico, come negli ultimi anni…
Un via vai di piatti volanti ossia “ordigni” e “macchine” volanti, giornaliera interazione con l’universo. Erano altri tempi, sembrava tutto così a portata di mano, e lo sviluppo sembrava bruciare più tappe di quante non ne potessimo capire… mitici hoax, baggianate che hanno arricchito contattisti, chi di fama e chi di fame/accattonaggio.
Gli/ci ha detto male.
Poteva essere più facile, invece di continuare a scoprire un universo di realtà algide, inospitali, silenti e noiose, avremmo risolto tutto con una bella città sulla Luna ove Amstrong avrebbe barattato emozioni con tecnologia, acquisito raccomandazioni per socializzare con i Marziani e scorrazzato, in ferie, su supercar venusiane con autoradio, come affermava qualche buffone patentato e prezzolato, o semplicemente disagiato.
Le sciocchezze odierne sparate dalla Tonini, una dei tanti, con esaurita fantasia (visti gli illustri fuffari che l’hanno preceduta) e l’andazzo dell’esplorazione spaziale, suonano davvero come una presa per i fondelli (mi dicono che culo non si possa dire).
Milioni, miliardi di pianeti lontani milioni di anni luce che forse hanno ospitato vita, l’ospiteranno, l’ospitano.
Tutto bello, vero e probabilistico… è sempre più evidente che eventuali civiltà nascono e si estinguono, relativamente ai tempi dell’universo, in un battito di ciglia.
Il progresso non è esponenziale, langue per poi sussultare e neanche è lineare (lo sono gli studi)… magari ci estingueremo prima di raggiungere la soluzione… vent’anni per andare sulla Luna… un secolo per Marte? Chi potrà mai dirlo? Ho letto tanto, capito forse poco e scordato molto… è sempre e comunque “altro” a scaldarmi il cuore…
Tolta l’annosa spazzatura, che sbarca il lunario (giusto a rimanere in tema) con quattro spiccioli spillati ai creduloni, credo che l’uomo, nel frattempo, abbia nuove, ulteriori, domande da porsi.
Possiamo continuare a porci davanti al futuro con mentalità anni cinquanta, magari nati nel ’70? Affermazione audace, lo ammetto…
Ma il problema che dobbiamo porci è davvero quello di come reagiremmo nell’incontro di altre civiltà, come da chiacchiere e scrotocolli ridicoli, da scolaretti mai cresciuti, di contatto, o quello di come reagiremmo se scoprissimo di essere soli, realisticamente, non solo in terra (va bene, questa è un’altra storia) ma anche nell’universo?
Mi inquieta, nelle esplorazioni, più questo aspetto, fattuale, che il resto.
Una buona e concreta occasione per abbandonare il “ bla bla bla” dei pacifisti, degli ambientalisti e degli animalisti, ad esempio, e scegliere di essere pacifici, rispettosi dell’ambiente e degli animali, umanizzati e non… con buonsenso, con prospettiva di continuità, come un’efficiente azienda… dall’economia alla qualità della vita su base economica… ma davvero… non in modo politico-elettorale o magico-religioso.
Le nuove, utili, scoperte spaziali, ci ricordano anche che dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi che nessuno di noi vedrà mai nulla nello spazio che un deserto senza eco, altro che puttanate dei contattisti, minacce e intimidazioni del Cynar Setun vattelapijandersecchio di turno che ormai è credibile come Pinocchio pagato per mentire.
Piuttosto stringiamoci a coorte, a ragion, fino a prova contraria, veduta.
Quella manica di gazzari che vanno al cinema, non per limonare, come un tempo, ma per prender spunto per diseducare migliaia di persone con le loro credenze/speranze, fondate sul visus limitato di chi millanta di guardare così oltre. Cialtroni, più o meno consapevoli, che hanno trovato il loro piccolo utile spazio (per loro), come cantastorie mistico-religiosi su sagrati medievali o deliranti venditori nel polveroso West. Millantano scientificità e alimentano sette, supercazzolano su motori a curvatura, piegano fogli A4 e con sorriso ebete pensano di aver detto qualcosa di sensato… brematurano soluzioni alternative ma rigorosamente al di là del nostro personale venire, come fossero cartomanti… sciamani imborghesiti ma altrettanto gazzari.
Si battono per l’esistenza di Babbo Natale, pessimo personaggio immaginario dal colesterolo imbizzarrito, con la fallacia che un giorno potremmo arrivare a slitte elettromagnetiche con tanto di (in)utili renne svolazzanti su estinti comignoli a regalar pinocchi in carbonio. Anche fosse, Babbo Natale non esisterà comunque, la cosa non è da poco.
La realtà è che dobbiamo prepararci, piuttosto, allo scrotocollo di solitudine.
Inutile supporre in modo parascientifico, magico, quello che non c’è… per noi, nell’ottica delle nostre vite… o del quale possiamo aver notizia in differita di qualche migliaio di anni (messaggi radio da pianeti distanti milioni di anni luce, ad esempio). Dobbiamo accettare il concetto di staffetta generazionale del progresso e della conoscenza.
Cari fuffari, fate un salto di qualità, l’uomo ha bisogno di sognare… il sogno salva e sfolla, alla bisogna. Coscienti che la bella valvola di “sfogo” è anche la leva preferita del burattinaio, soldi e sogni tirano più di una pleiadiana “virtuosa”.
Impegnatevi di più, fateci saltare dalla sedia come il più “sadico” dei poeti, rinnovatevi, ormai astragan e naftalina sono poco evocativi al naso del percipiente/subiente moderno.
Basta con miserabili, risibili, sciocchezze.
Basta a fare gli accattoni, gli sfruttatori di personalità deboli, di problematici e di debolezze in sani. Siate “artistici”!
C’è bisogno anche di voi… siamo soli!
Un po’ di poesia, per favore, di classe e soprattutto di dignità…
I sogni sono nobile cosa per bruciarli nelle vostre baggianate… sperare e sognare sono, in fondo, una cosa seria.
Rispettabile, letteraria fantascienza… oppure trovatevi un lavoro… che dignità vi colga, pieni, in fronte! Adoro girare il coltello in quello che ci ostiniamo a minimizzare… la piaga.
Ognuno di noi, dallo scienziato al cialtrone, bene che gli vada, ha il piede in due staffe, checché ne pensi, creda o si illuda.
“Ci vuole quello che io non ho, ci vuole il pelo sullo stomaco…”.
Da Magonia a Testaccio, siamo in un perenne equilibrio instabile, tra la noia e il senso di colpa e il non aver manco il tempo di bestemmiare, tra il nebuloso concetto di amore e il cristallino odio, tra il vivere e il sopravvivere.
Indipendentemente dall’aspettativa di vita, con ciondolo all’aria nella foresta pluviale o in via Montenapoleone fasciati di stracci firmati, la prima “livella”, a voler guardare, forse, oggi, è l’universo, ancor prima della morte…
E se ti vedo triste mi crolla Plutone addosso… brrrr… brancaplutone… per inciso.
Tante volte al cospetto del firmamento mi sono sentito romantico, pieno d’immenso.
Stereotipi campati, giustappunto, in aria. Bisogna che ricordi anche tutte le volte che mi sono sentito semplicemente uno stronzo.
Anche una semplice partita a scopa, dunque, ha un senso se le carte sono tutte e non truccate…
A pensare di bolina vale il vecchio detto:
«Due volte il percorso,tre volte il tempo,quattro volte la rogna»
Ma chi me lo fa fare?
Mi butto in un gruppo New Age channelizzato dall’aglieno pace, amore e lattuga biologica… magari, sovente, ci scappa pure l’ammucchiata… chissà sotto quell’aura quale bella condizione chiappofila alberga, scusa l’ardire, ma lo famo grippa’ ‘sto chakra der kundalini?
Daje che col chakra che gira a tutta callara decolli come ‘n’Agusta di Abydos!
Ma domani vado al mare! Uomo di sani principi…
“La mi scusi, per la spiaggia dei nudisti?”.
Tanto… “Avrete un avvenire certo in questo mondo qua, però la dignità… dove l’avete persa?”.
Tutti astronomi alla Sorrenti, siamo figli delle stelle e via… “ho detto tutto!”.
Caro pseudo-profondo, schiavo del luogo comune e del santone di turno, non hai detto proprio un cazzo, lasciatelo dire!
Ecco, volevo dirvi questo.
Nonostante tutto, con un po’ di allegrezza, che se non la prendi al volo, non la spremi “come fosse un’arancia”, poi ti penti… poi ci rimetti.
Cristoforetti e i suoi predecessori e colleghi (eroe sovranazionali) e tutti gli scienziati stanno continuando a fare passi avanti nella conoscenza, nel rispondere alle domande mentre i guru cialtrocazzari, sala comunale, microfono e acqua minerale, continuano solamente a tirarti lo stesso legnetto… e tu continui a riportarlo, infaticabile!


(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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Ripubblicato nel Aprile 2016 sul n° 05 della rivista “Polvere di stelle”:
https://drive.google.com/folderview?id=0B2uHW1XmLLNkcVdTN1c4bS1HZjQ&usp=sharing

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Tarallucci e Ceci? Riflessioni sul convegno Cufom

di Alessandro Novelli

Reduce dal convegno C.UFO.M, Pomezia Settembre 2015, si impongono, si rinfacciano, macerano per fermentare e ribollire, alcune riflessioni. La nota fermentazione tumultuosa… alla fine finirà in vino o che è tutto da buttare, dipende dall’enologo, un tempo il contadino.

L’allegra delegazione sannita è arrivata sulle ali della “Misericordia” (come da copertina), Pio- mobile donata dal comune di Pietrelcina. La cosa, lo ammetto, mi ha commosso e suggestionato, ho sentito profumo di rosa e di frizione, con aura di particolato.
Nonostante l’agitazione dell’organizzatrice, che anche al microfono ha ricordato che l’errata indicazione del bisogno di prenotazione da parte di chi ha riportato il “comunicato stampa” ha provocato, evidentemente, un afflusso minore di quello sperato, il successo di pubblico è innegabile.
Circa un centinaio di persone, partendo dal presupposto che anche una persona oltre gli organizzatori, gli ospiti e relativi codazzi, è un successo.
Non dimentichiamo che i relatori non apportano conoscenze aggiuntive oltre quello che già circola da anni in ambiente ufologico bensì un riciclo acritico della sottocultura ufologica.
Un veloce giro sul web, captano le fesserie più gettonate e le ripropongono.
Ecco il motivo dell’allegrezza, si ritrovano cento persone “davanti” a fatica zero…
Ingresso libero, in questo sono onesti, in questo è giusto spezzare un manico di scopa in loro favore, in luogo di chi fa pagare le baggianate reperibili gratuitamente in osterie, trattorie e blog di automi che da anni ripetono gli stessi mantra.
Per onestà intellettuale, aggiungo che, tuttavia, tante misinterpretazioni circa Marte sono farina del piccalughiano sacco, formato cd “condominiale”, 110 litri di audaci rivelazioni.
Comunicazioni di rito, da parte della bella e affascinante organizzatrice (non molto interessata al convegno, era solo lavoro, giustamente) circa il pranzo, con duplice scelta convenzionata:
Panino, acqua e caffè a 5 Euro o primo con contorno a 10 Euro.
Nonostante il prezzo popolare, e gli ottimi panini (opzione da me scelta), c’è chi ha preferito portarsi il fagotto da casa e consumarlo clandestinamente nel parcheggio… magari è pure entrato a chiedere l’acqua del rubinetto e a liberarsi in bagno…
Concordo sull’ottimo servizio dell’albergo e sulla cordialità del personale.
Purtroppo, alcune cd signore, hanno immediatamente fatto abbassare l’aria condizionata, con tipica piazzata condita da luoghi comuni tipo “Me pija de tajo proprio qua sur collo!”, “Non è tanto l’aria ma è che so’ sudata!”, “Che stamo ar polo nord coi pinguini?” (sic).
La sala si è presto saturata e sono dovuto uscire spesso a ricrearmi (ho saltato molte esternazioni a vento di Fratini).
A grande richiesta, nel pomeriggio, il personale ha creato un gioco di correnti con le finestre e ri-alzato i condizionatori ri-stabilendo la vivibilità.
Nota di colore, nulla c’entra con il convegno, capita anche in treno… c’ho caldo, c’ho freddo etc.
Già il viaggio è della speranza (di arrivare), ci si mettono pure loro… i cd, immancabili, cacacavoli.
Piccaluga ha “spaccato”, mandando subito a buca (con le mani) la misinterpretazione di elaborazioni digitali, pareidolie, oggettivi voli pindarici, come chissà quali evidenze di una antica civiltà su Marte. Gli Annunaki prezzemolini, sulla scorta/scoria delle baggianate d’oro dello studioso paracul-amatoriale Sitchin.
Il noto sigillo in cui si evidenzierebbe un sistema solare comprendente Nibiru, il pianeta Per (X), cantato puerilmente dal pelide/pelado Fradini. Ore ed ore, anni ed anni di congetture su di un sigillo in cui si millanta un sole ed un sistema solare in luogo di una stella ed una costellazione… facciamo che sia una stella, facciamo che Sitchin interpreti (ma non ne aveva competenze) tutto il sigillo e decade tutto, fiumi di parole diventano un’operetta da quattro soldi, cala il sipario e tutti a casa scontenti.
Il Presidente, dr. Carannante, a seguire, con le evidenze, per lui, che secernono dall’archeologia proibita… proibita per chi? Dove? Come? Quando?
Ce ne siamo occupati in occasione del convegno di Sutri, sorvolo.
Poi ancora Piccaluga, con il seguito del repertorio marziano a suon di vanga, tra ulivi, il mare e le masserie marziane, palle di trullo a mezz’aria ed altre amenità.
Nello spazio per le domande ho chiesto a dr. Carannante perché continuasse a proporre casi, sostanzialmente spiegati, senza offrire al pubblico la spiegazione, in modo che ognuno possa crearsi una propria opinione (cd corretta informazione).
Ha risposto che ognuno può andare su Google ed approfondire e che gli argomenti sono opinabili.
Ho ribadito che, ad esempio, le pietre di Ica sono falsi conclamati, non ha senso riproporle, non sono “opinabili”.
Ha risposto con un lungo panegirico, sfociato su scetticismo e fazioni ufologiche.
Applauso alla non risposta da una parte della sala.
Alcune persone mi hanno avvicinato durante la pausa, sconcertati dalla non risposta alla mia legittima domanda… ho spiegato loro che rispondere, ad evidenti mancanze/occultamento della realtà (cd disinformazione), pregiudicherebbe il loro castello di carte e che già avevo posto tali osservazioni in forma privata al convegno di Sutri e dunque avevo dato tempo all’oratore di sanare evidenti abbagli… ma persevera, ognuno ne tragga le ovvie conclusioni.
Arriva la bella e affascinante Jenny Bosco, con il riassuntino dei casi di abductions, un preambolo superficiale, per forza di cose.
Il lavoro di “quattro” copia-incolla on line.
Pausa.

Nel frattempo nella hall dell’albergo già circolava Zanfretta, come una star, tra foto, interviste etc.
Si riprende con lui, padroneggia da subito con microfono e sala.
Simpatico, complice l’accento, una sorta di Grillo.
Un cabarettista, il miglior oratore della giornata, conscio, io, che ciò che avvenne nel lontano ’78 è tutt’altro… a prescindere.
Rivendica il suo non averci guadagnato e il far beneficenza, a differenza di Trevis Walton, che si è arricchito, mentendo su alcuni aspetti della sua esperienza.
Rivela che presto “loro” appariranno in Tv e parleranno al mondo:


Niente di nuovo, anzi un po’ stantio, visto che sarebbe più efficace, oggi, un Twitt.
Evito domande, benché ne avessi preparate alcune su ufologi ed ufologia… ho desistito, tempo al tempo.
Comunque, impressione personale, ho visto un uomo sereno, allegro, che ha saputo metabolizzare la drammatica esperienza, ripagando pubblico e ufologi con quello che meritano, ossia… Archiviato Zanfretta arriva un Fratini dimesso, conscio che lo scettro della fuffa gli sta sfuggendo di mano.
Impegnato fuori la sala in interessante conversazione con un socio Cufom, in disaccordo con la politica di postare ogni sciocchezza, purché se ne parli, ho perso molto del suo intervento.
Ha comunque trattato delle nubi lenticolari a forma di ufo, o di ufo a forma di nubi, con sfere annesse e dell’avvistamento del Porto Rico, ancora in fase di indagine, ma da lui millantato come chiuso, anche da parte di scienziati e militari come autentico Ovni (nella loro accezione un’astronave aliena).
Ho sentito delle battute sul Cicap, circa presunte spiegazioni con uccelli… ha dichiarato che si tratta dell’uccello che al Cicap non hanno, cose del genere.
Andando via ha benedetto la sala “tranne il Cicap”.
Patetico, roba da osteria.
Incontrato nella hall gli ho chiesto l’analisi che smentiva i “Palloncini della Garbatella”, eseguita all’università e da lui millantata in altro convegno… ha glissato… alla Garbatella “c’è bona la mortadella”… un vero ricercatore, come dice Carannante.
Poi è stata la volta del grande esperto di astronomia, il socio Ferrara.
Simpatico, ma davvero superficiale.
Ha insistito molto sul messaggio alieno famoso come “WOW!”.
Il problema, oltre a darlo per alieno, ignorando le spiegazioni plausibili fornite da anni, è stato l’imbarazzante pronuncia “VOV” con annessa traduzione in “adesso”.
La sala è rimasta piuttosto basita.
Arrivano le domande, intervengono alcune persone con leggende deliranti, in un attimo è stato il delirio, dai nazisti al deserto del Gobi groviera… il relatore ha tamponato per assonanza ossia con tutt’altro.
Si parla di buchi nel deserto, risponde con Agarta, passando per l’Arca dell’alleanza sull’Ararat… attimi di delirio… la sala in pochi minuti ha bruciato secoli di libri… ho rivissuto la tragedia della biblioteca di Alessandria… da qui la mia simpatia.
Ho fatto notare l’errata traduzione dell’esclamazione “WOW” ma temo non abbia capito, ha risposto tutt’altro, perpetrando l’errore… ho desistito.
E’ intervenuto un ragazzo dichiarando di lavorare con le agenzie spaziali, contestandogli la copertura termica spacciata come astronave (caso caro ai fuffari) e i messaggi radio nascenti dallo scaldar ciambelle al microonde degli addetti ai radiotelescopi.
Ha dichiarato che nulla di misterioso si vede entrare in atmosfera, bensì si vedono cose uscire… comunque Carannante non ha colto l’apertura ed ha sostanzialmente contestato l’intervento.
E’ l’ora di Ceci, un noto trombato dalla ricerca ufologica causa clamorosi falsi da lui, in buona fede (credo), proposti e sponsorizzati. Ora contesta gli ufologi e si dedica a contattismo e spiritualità da bancarella.
Davvero un pessimo intervento.
Riabilitazione totale dei contattisti, fino all’esaltazione del caso fuffatruffa “Amicizia”.
Finto perbenismo e pacifismo d’annata (No nucleare, pace e amore) senza nessun giudizio critico.
La sala non è stata minimamente messa al corrente dei reali motivi per i quali l’ufologia seria non crede nei “suoi” contattisti ossia perché si sono dimostrati cialtroni, ciarlatani e falsari, con prove. Insidioso, un disinformatore coi fiocchi.
Stucchevole il ritenere la sala “eletta” in quanto ha voglia e possibilità di accedere a taluni concetti… a differenza dell’uomo della strada!
Le buone decisioni, le buone opinioni, necessitano di buone informazioni.
Se chi si erge a relatore ed informatore cela informazioni, in quanto minanti le sue credenze ed i suoi amici immaginari, è contro la libertà.
La libertà di credere sì, in ciò che si preferisce, ma avendo tutti gli elementi per decidere… la questione non è da poco, la libertà non è cosa da poco.
Più in generale, persone che per dissonanza cognitiva o patologia, piuttosto che risolvere il loro bug esistenziale e sociale preferiscono esportarlo, tirar dentro il prossimo nel loro medioevo della ragione e nel loro disagio.
Ho atteso il momento delle domande, per contestare le gravi fallacie dei suoi discorsi da saputello… è finita a tarallucci e Ceci… niente domande, avevano sforato.
Carannante ha proposto i casi peggiori del Cufom in un video musicale, sublime il mormorio in sala al passaggio dell’imperioso “Cazzufom”…
Sì è chiuso con la chiamata sul “palco” di Pietro Ponzo, che pare abbia avvistato e fotografato gli immancabili “oggetti” sorvolanti il convegno.
Hanno ribadito, con avallo di Ceci, che era successo anche alla Garbatella ma ho fatto notare che quelli erano palloncini, Ceci ha risposto acidulo:
Ma quali palloncini!”
Ho ribadito: “Si vedeva il filo!
Ha abbassato la testa senza replicare, ho sentito risate di qualche astante.
Avevo una macchina fotografica con ottiche di qualità, ho visto Ponzo sempre fuori a scrutare il cielo, ho fotografato, ho verificato il vento, la perturbazione in arrivo (arrivata durante l’intervento di Zanfretta), ho fotografato il cielo prima e dopo.
La lezione gli è servita, niente annunci durante “il passaggio” (per ovvi motivi) ed analisi (sembrerebbe) prima di divulgare l’avvistamento… bravi, prima di sparare sciocchezze pensateci su, stavolta c’ero.
Saluto Carannante, comunque molto cordiale, e mi avvio a casa, tra risate e amarezza.
Aspettavo con gioia il ridicolo caso “Ufo ciambella” di Napoli, ovvero Venere sfocato con obiettivo a specchi. Peccato,conosco bene il caso e avrei contestato sostanzialmente tutto.
Cos’altro dire?
L’ufologia dei Fratini, dei New age-ufologi dalle sfere di luce, dei contattisti e degli sfinteri magici (per gli anglofoni Stargates) varcati dallo Zanfretta di turno, si riduce ad una serie di insidiose fallacie, al millantare favole come dati certi.
La “stratificazione”, la “mitizzazione”, l’”acclimatamento”, sono di tale portata che contrastarli è, tecnicamente, socialmente e psicologicamente, come essere chiamati, apparentemente, a produrre una “Probatio diabolica”.
Gli elementi persuasivi di massa sono a loro favore, ecco alcuni esempi:

  • Media, affamati di fumo indipendentemente dall’arrosto.
  • Vulgata ormai consolidata che vede lo “scettico” come negazionista attribuendo a scienza e scienziati parole, atteggiamenti e “filosofia” assolutamente falsi (in merito un’ottima “bussola” è questa).
  • Miti oramai consolidati, seducenti poltiglioni di pseudo-profondità, dottrine facilone New Age, luoghi comuni spacciati per “dottrina”. Per dimostrare qualsiasi “nonsense” è sufficiente condire con “energia”, “vibrazioni”… e che ovviamente la scienza non sa tutto ma ci arriverà, anche Galileo…, con jolly Giordano Bruno e il Vaticano.
  • Bisogno umano di credere, agevolato dalla facilità (prêt-à-porter) del credere piuttosto che spendere anni a capire. Il capire è il giorno dopo la festa, per alcuni, non per tutti è il piacevole viaggio verso la conoscenza.
  • Dietro la legittimità e la possibile profondità e spiritualità del credere si cela, spesso, semplice analfabetismo funzionale. Acquistano credenze come acquistavano derivati e bond… senza sapere neanche cosa fossero.
    I “fuffari” possono dunque contare su una schiera di persone che mettono “mi piace”, commentano e condividono (Facebook) senza sapere, o capire, di cosa si parli.
  • Tendenza umana al complottismo ossia ricondurre qualsiasi evento ad un agente, nella moda attuale imprecisato ed occulto (anche se rimango perplesso nel sentire ventenni che attribuiscono ancora il male assoluto ed ogni complotto a Moggi ed Andreotti).
  • Alta gravità di attrazione dei “Buchi neri intellettuali”, gorghi insidiosi, nei quali possiamo cadere tutti, indipendentemente da cultura, classe sociale o reddito (Un’ ottima disanima in “Credere alle cazzate” di Stephen Law).

L’antipatia per i falsi, per la non spiegazione corretta dei casi ufologici, evitare il negazionismo (negazionisti degli IFO, con la solida argomentazione del “va bene, allora sono tutti spiegabili, non è possibile!”) dovrebbero animare il “credente” come lo scettico.
Se domani atterrasse un’ astronave aliena o scoprissimo un pianeta brulicante di personcine a modo evolute spiritualmente, nessun cialtrone potrebbe dire “avevo ragione”, in quanto continua ad avere e avrà torto per l’eternità.
I suoi palloncini rimarrebbero palloncini, i suoi uccelli e insetti sfocati rimarrebbero “blurfo”, le sue analisi sbagliate rimarrebbero sbagliate…
Fuffaro, ormai sei grande, sappilo: “Cenere eri, cenere sei e cenere rimarrai” (Visione di Ezechiele lupo, Disney, da traduzione interprepuzia di Mauro Sborglino).
Continuerebbero ad avere voce in capitolo gli scienziati che non hanno mai escluso la possibilità della vita ET, anzi la cercano.
Il Vaticano direbbe no problem, “Avevamo detto che potevano esserci e sono figli della creazione come noi”, e così via…
I fessi che hanno “venerato” le lanterne cinesi e i lens flares rimarreste sempre voi… e i protocolli di contatto, da insani di mente, la barzelletta in voga nei bar della civiltà scoperta.
Sono provocazioni, lo ammetto… ma poi così assurde?
Tutto inutile?
Indubbiamente la lotta all’analfabetismo funzionale, alle fabbriche di bufale e alle altre “trappole” che di fatto minano lo sviluppo sociale e la competitività intellettuale di un paese non è compito di un appassionato di ufologia. Il libero pensiero, dunque il pensiero critico, dovrebbe essere piuttosto un tema didattico nelle scuole.
Assolutamente meritoria l’attività divulgativa del Cicap, anche in questo senso (alla faccia di Fratini). Tuttavia, qualcosa possiamo fare…
Non è da escludersi che obiettando in sala e sui social, con altrettanta apertura e cordialità dimostrata da Carannante, non si metta in moto l’utilizzo del cervello, di sala ed oratori, e con serendipità si giunga ad una visuale, un angolo di campo, ragionevole e costruttivo in logo del pensiero magico, nella specie stantio e fine a sé stesso.
Il dr Carannante mi ha espresso in privato un suo punto fermo, ovvero che sono in buona fede.
Lungi da me dubitarne a priori, ma è il tempo di dimostrarlo, con i fatti e gli scritti e soprattutto le analisi, finora davvero carenti, barzellette (cit)
La sconfitta del buon senso è solo apparente, alcune persone si sono avvicinate ed hanno apprezzato la mia osservazione… molti altri, in silenzio, saranno stati indotti a porsi delle domande.
Loro, i ricercatori autoeletti, la fanno facile, abituati a platee acritiche ed ammiccanti. Però, parlando con gli intervenuti, e con “facenti parte”, si scopre una realtà diversa, di persone che spesso tornano a casa deluse. Persone silenziose, che iniziano ad averne le scatole piene delle solite rivelazioni stantie, come al ristorante del tartufo bianco, della torta della nonna industriale, della panna cotta fatta con le bustine e dei tiramisù fatti coi piedi (poi non si lamentassero che uno va dal “giappo” a magna’ er sushi fatto in serie a Fiano Romano, almeno una fregatura diversa).
Con civiltà e dignità è importante andare ad obiettare, parlare, capire…
Certo, è davvero umiliante sacrificare ore della propria vita a sentire i Fratini o i Ceci (col suo caso truffafuffa “Amicizia”) ma è importante dimostrargli che la platea babbea è d’altri tempi…
Saranno costretti a vagliare le parole, sfrondare le baggianate, altrimenti anche quel loro piccolo mondo andrà, fatalmente, in frantumi, a vantaggio della conoscenza e della ricerca.
Il compito di chi oggi vuole contrastare, per fini evoluzionistici, il moderno homo ufologicus-cazzaromistericus, è da un lato complicato vista l’era dei social, ma anche facilitato dal fatto di avere di fronte un avversario debole, intellettualmente e culturalmente, rispetto a qualche decennio fa oltre all’effetto boomerang instillabile sui social… sursum corda dunque.