Adamski/Meier: falsi UFO d’autore riciclati…

“Giunto anche in Italia un ennesimo/nuovo espediente giocoso/lucroso nell’ambito ufologico”

di Tiziano Farinacci e Alessandro Novelli

In realtà, questo articolo vuole fungere da compendio relativamente all’analisi costruttiva rinvenuta sull’ottimo Blog MisteroRisolto (falsi misteri, strani complotti, bufale, truffe e bugie), che in data 7 Gennaio 2013, ha pubblicato il seguente articolo:
UFO in Thailandia? No semplice App per cellulari.
Che si tratti del semplice fotoritocco o fotomontaggio, o che venga appurata l’esistenza di suddetta applicazione per cellulari, resa nota dal sito americano alienspacecentereast, APP in grado di stagliare (su qualsivòglia orizzonte o paesaggio) un “disco volante” di “adamskiana/meieriana” memoria, è nostra intenzione render note all’utenza alcune indagini che mostrerebbero come, naturalmente, il nostro paese non poteva esimersi dall’abbracciare questa causa menzognera con estrema nonchalance.

Intorno alla metà di Dicembre 2012, addirittura IL SECOLO XIX, proponeva il caso di un “disco volante” definito “un po’ antiquato”, fotografato per caso sul lungomare di Ventimiglia da un certo Italo Castelli. “Il ventimigliese è persona al di sopra di ogni sospetto – riporta l’articolo – per diversi anni presidente del Comitato di quartiere di Nervia”, che dopo aver riversato sul computer le immagini immortalate si sarebbe trovato davanti “alle “sconvolgenti immagini”.
Di seguito riportiamo le dichiarazioni rilasciate a IL SECOLO XIX dallo stesso Castelli: «L’altro pomeriggio, verso le ore 16.30 ho scattato queste foto sul lungomare all’altezza di via Tacito. Mentre scattavo non ho visto niente di strano e non avevo impostato nessuna funzione speciale sul mio Samsung SII. Ma, una volta arrivato a casa, dopo aver scaricato le foto, sono rimasto esterrefatto. Non credo assolutamente agli ufo, non ci ho mai creduto, ma contemporaneamente non so neppure come giustificare quanto accaduto».


E’ notizia del recente 7 Febbraio 2013, pubblicata dalla versione online del GIORNALE DI BRESCIA quella relativa al racconto di un pensionato di Pavia, autore dello scatto fotografico adiacente datato sabato 2 Febbraio 2013, presso la spiaggia di Maderno, con vista sul Lago di Garda.
«Non ho visto il disco svolazzare sul lago – racconta il pavese – ma l’ho notato solo guardando la foto sul display del cellulare. Non prendetemi per pazzo, non so neppure io cosa pensare».
A questo punto diremo che poco importa risalire in quale “falso” (cognome oramai consolidato del “disco volante” in genere) ci si sia imbattuti nella logica dell’APP o del copia/incolla in questione.
Potremo riconoscere una struttura per lo più “Meieriana” con un pizzico di “Adamski” (pallina da ping pong in basso).
A differenza del sopra citato Sig. Italo Castelli, nonchè dell’innominato Sig. di Pavia, noi sappiamo molto chiaramente cosa pensare, ma in questo caso ci siamo limitati a narrare la vicenda, che non è “ufologica” (in quanto dedita ad analizzare un “dato” inspiegabile e da approfondire nell’ambito dei cosiddetti “oggetti volanti non identificati”).
Questa breve narrazione parla di “falsità, disinformazione e superficialità”, tutti elementi che da sempre appartengono all’ufologia, passata quanto moderna, nonchè alla gran parte di coloro ne espongano la bandiera.
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Fonti: misterorisolto/, giornaledibrescia.it, il secolo xix
(riproduzioni fotografiche degradate ed utilizzate a fini educativi- Art.10 Convenzione di Berna)

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